A Tale of the Past – Cap 7 – Il Primo Amore

     CAPITOLO 7

Nonna Gigia, 17settenne in Budapest

IL PRIMO AMORE

Ho realizzato che Mama Antonia ha mantenuto tutt’oggi il modo piacevole della sua narrativa e possiede ancora quell’affascinate modo di narrare con ineguagliabili vivide descrizioni. Durante quelle settimane che fummo assieme in Fiji, seguii lo sviluppo, giorno dopo giorno, della vita di Nonna Gigia attraverso le parole di mia madre. Attraverso il suo racconto venni a conoscere l’incantevole mondo ed il modo di vivere in Budapest al principio del ventesimo secolo. Il mio modo di ascoltarla non era mutato dai giorni passati quando ancora ragazzo l’ascoltavo, seduto assieme ad altri ragazzi sotto quell’immenso gelso nel cortile di mia nonna a Tolmezzo.

Fu attraverso quella narrazione che venni a conoscere la vita della mia ava, la giovane Luigia, che da poco diciasettenne, viveva con una zia in quel grande e favoloso mondo di allora in Buda, a quel principio del ventesimo secolo. La sua vita era alquanto diversa da   modo di vivere nella sua lontana Nimis. Budapest, in quel principio secolo, si trovava all’apice della gloria, dovuta alla espansione culturale ed industriale, e la città, piena di vita, risplendente di luci, colori, arti, e danze eleganti in luoghi lussuosi con dame e   cavalieri attillati in costumi alla moda e tra questi apparivano pure ufficiali splendenti nelle loro uniformi con alamari d’oro.

Attraverso la narrazione di mia madre ero partecipe di quai luoghi poetici, musicali, ed incantevoli sparsi attorno la metropoli e vedevo l’immenso fiume che scorreva calmo al di sotto di quei ponti che congiungevano le due parti della città e che nella notte risplendevano alla vivida luce della nuova illuminazione elettrica. Partecipavo con i locali all’amore per il loro fiume, che usano chiamare in modo vezzeggiativo, col nome di Dana e vedevo scorrere sopra di esso navi capaci, che navigavano da porto a porto sino a raggiungere il lontano Mare Nero. Questo era lo stesso fiume che trova la sua sorgente nella lontana ed incantevole Foresta Nera, tra le montagne Germaniche.

~ * ~

Fui capace di rivivere la vita di quei giorni a bordo di quelle navi lussuose, che al principio di quel secolo, ospitavano gente facoltosa e che piaceva divertirsi in ricchi ricevimenti i quali si protraevano entro le ore mattutine con danze, musiche, festoni luminosi, e luci multicolori. Sentivo che anch’io ero parte di quella folla gaudente, bevendo delicati vini spumanti del Reno e champagne Francesi. Notavo quanto le dame fossero incantevoli, in sete pregiate, vestite in lunghi e ben attillati abiti, che mettevano in risalto le loro grazie, mentre leggiadramente danzavano frenetici Walzer accompagnate da galanti gentiluomini, impettiti nei loro vestiti da sera con camice bianche immacolate e ben inamidate.

Ebbi modo, dalla narrazione di mia madre, seguire mia Nonna Luigia come una giovane ragazza, nei giorni felici e spensierati nella sua vita di allora, ed il modo che si lasciava trascinare entro sogni e passioni, che tutti i giovani hanno, sebbene dissimili da oggi perché erano dettati da differenti parametri nella vita delle giovani dame di quei giorni.

Naturalmente oggi, per partecipare a quella vita, dobbiamo aggiornare i nostri orologi e muoverli all’indietro sino al tempo lontano di quel principio di secolo. Dobbiamo pure essere capaci di capire la vita come la vedevano loro, con i loro stessi occhi, vestiti nello stesso modo, e pensare con la loro mentalità ed educazione. In quei giorni era differente dalla vita odierna. Per i giovani d’oggi, tutto e` possibile, tutto e` dovuto loro. Dobbiamo comprendere cosa in quel passato era permesso a loro di fare oppure cosa non potessero, perché in quei tempi esistevano limitazioni che non esistono al giorno d’oggi.

Una giovane donna come Luigia, non aveva quelle libertà esistenti alle giovani donne d’oggi. Doveva parlare in un modo cortese dettato dai parametri di allora, doveva seguire regole imposte a lei, sia dalla famiglia come pure a qunto i tempi imponevano. Mai si sarebbe azzardata di esprimere apertamente i suoi pensieri, mai li avrebbe discussi nemmeno con la propria sorella od una cara amica. In quei tempi vi erano limitazioni sia nel modo di pensare come di agire. Non esistevano libertà capaci a dar via ai propri desideri che nascevano nel profondo delle loro anime.

A loro era permesso di vedere le cose attraverso un limitato orizzonte ostacolato da mute paure, che limitavano i loro pensieri più cari.

Per tale motivo cercherò di ricostruire quei giorni e quei sogni nel migliore dei modi, dopo aver bene assorbito il racconto di mia madre. Cercherò di accettare il loro modo di vedere e di comprendere le cose, che limitava la mentalità di quei tempi.

~ * ~

La notte era calma e l’aria era intrisa dell’intenso profumo che proveniva dai letti di rose alla fine del prato.

Diversi tavoli erano allineati in bel ordine fronteggianti il Danubio e mille lanterne erano affisse ovunque al di sopra della terrazza e poi si rincorrevano, formando linee leggiadre, tra i rami degli alberi che paralleli scendevano alla fine del giardino. che Dalla lontana sala da ballo, illuminata a giorno proveniva la musica, e attraverso le alte finestre e la larga porta a vetri che si aprivano sopra il giardino si intravedeva la sala affollata. L’orchestra gareggiava in svelti ritmi di danza in un elegante intercalarsi, dando vita ad allegre mazurke. All’interno, sul lucido pavimento di marmo, si notavano leggiadre coppie che allegramente ballavano danze brillanti e alla moda.

Luigia era venuta assieme alle cugine, Erika e Ilona in quel Grand Hotel per celebrare in grande stile il suo arrivo in Budapest. Da poco aveva celebrato il suo diciassettesimo compleanno e trovava come la sua vita si fosse completamente trasformata, nella nuova atmosfera piacevole e frivola e molto diversa dall’austerità nella quale era cresciuta nella casa patriarcale in Nimis.

Era stata affidata alla zia Alexandra, la matrona della sua nuova famiglia in Buda da suo padre Francesco. La stagione primaverile dei lavori era iniziata, ed il padre aveva proseguito il suo viaggio verso la Transilvania, per dirigere      i lavori della nuova stagione.

Luigia si accomodo` ben presto alla vita confortevole ed i lussi tra le mura di quella sua nuova dimora, molto diversa dalla casalinga rusticità nella quale era cresciuta in Friuli.

Luigia era snella con un corpo ben formato, di alta statura ed aveva tratti leggiadri ed aristocratici. Aveva larghi occhi castani con la capigliatura abbondante e bruna e ben raccolta in un largo chignon, che era di gran moda in quel tempo. Al collo portava una catena d’oro nella quale si trovava un largo cameo come pendente.

Era al principio dell’estate quando andò al Grand Hotel ad una festa danzante assieme alle cugine. In questo luogo si era raccolta la gente agiata e aristocratica della città. Ilona, la più anziana delle cugine, aveva preso sotto la sua protezione Luigia ed ora era indaffarata a presentarla ai molti amici che incontrarono nella sala. Ilona usava introdurre la cugina agli amici presenti, usando un pizzico di brio e qualche risatina un po` stridula e soffocata. Si soffermarono ad un tavolo nel quale sedevano tre ragazze assieme a due giovani uomini, tutti elegantemente vestiti nei loro abiti da sera. I giovani invitarono le nuove arrivate al loro tavolo per trascorrere e gioire assieme la serata brillante.

“Questa è mia cugina Luigia.” Ilona introdusse la nuova venuta agli amici, “E’ giunta dal Friuli, e sarà on noi per un certo tempo… Prego niente convenevoli Frederik, presto sarà una di noi.”

Ma il giovane uomo, era ormai in piedi, ed in modo militaresco batte` i tacchi sull’attenti, ed inchinandosi, galantemente portò la mano di Luigia alle sue labbra, mentre i suoi baffi leggeri  solleticarono le sue dita.

“Come potrei starmene seduto…?” Mormorò galantemente, “Luigia è affascinante.”

Certo, Luigia, non si aspettava un commento così esplicito. In lei esisteva ancora la giovane ragazza appena giunta dalla campagna, e non ancora abituata alle raffinate galanterie dei giovani uomini, sebbene apprendesse rapidamente e nasceva in lei la confidenza per la vita di Buda, la quale si trovava all’avanguardia nel suo modo aperto di parlare e di pensare.

Realizzò che le piaceva di essere assieme a questi nuovi amici in quel luogo esotico, ascoltando la musica di una buona orchestra che suonava dolci walzer ed indiavolate mazurke. Luigia aveva notato come dai tavoli vicini, diversi giovanotti, apparentemente di buon casato, l’additassero l’un l’altro scambiandosi domande per sapere chi fosse, mentre allo stesso tempo le inviavano sguardi di ammirazione.

Dopo il rituale baciamano, il giovane cavaliere si presento`, ”Frederick Karl, Capitano del Quinto Ussari.”

 Poi rilasciando la mano di Luigia che ancora tratteneva, si eresse sull’attenti. Luigia notò che era atletico, abbastanza alto, e come dai suoi occhi sprigionasse una intensa luce blue, e fu pure accattivata dal suo sorriso sincero.

Frederick vestiva elegantemente e sembrava gioire la serata assiema agli amici, bevendo assieme a loro champagne e fumando sigari Avana. Ma nonostante questo in lui si notava pure qualcosa di diverso. Forse era dovuto alla sua faccia alquanto brunita dal sole, che indicava di amare la vita all’aperto, e si leggeva pure, nell’ombra del suo sguardo, la palese riluttanza alla vita troppo facile della città .

“Piacere di conoscerla.” Luigia rispose al suo cavaliere.

“Guardate la nostra cara Luigia, cari amici, Non notate quanto Luigia sia leggiadra?” Ilana diceva a voce alta con un risolino soffocato.” Inoltre la Signorina viene da una rispettabile famiglia del Nord Italia. Suo padre ha da sempre avuto affari in Ungheria. Ora attende alla costruzione di una nuova ferrovia in Transilvania.”

Quello era il modo che Ilona introduceva la giovane cugina Luigia sperando che potesse acquistare amici di un certo valore nel circolo sociale della citta`.

Vennero uniti due tavoli e si cercarono altre sedie, in modo di accomodare i nuovi arrivati.

Con Frederick vi era un altro ufficiale, Bruno, ed entrambi erano prodighi di galanterie con le cinque ragazze sedute al doppio tavolo. Offrirono champagne alle nuove arrivate mentre riempirono gli altri bicchieri.

“Mi dica Luigia qual ’è la sua impressione di Buda? Se le fa piacere un giorno la porterò per un giro di visita della città ed avrò modo di farle notare tutti i luoghi caratteristici ed i monumenti più importanti.” Frederick promise a Luigia.

Nel frattempo Ilona scambiava sagaci aneddoti assieme agli altri amici e si udivano risa dal gruppo. Quelle risa distrassero Luigia e Frederick cercò di attrarre nuovamente la sua attenzione.

“Le piacerebbe danzare con me, Luigia? Può aggiungere il mio nome sul suo Carnet per le danze di stasera?”

Il frastuono della musica giungeva dalla sala da ballo, seguito da un caloroso battimano, poi alla fine l’orchestra si concesse alcuni minuti di riposo.

 Luigia sentì di arrossire, confusa dalla richiesta di Frederick. “Mi spiace ma non ho alcun Carnet nel quale riservare i miei balli. Sono completamente nuova in questo luogo e penso non vi sia alcuno che realmente desideri danzare con me.”

Bruno che aveva udito quanto era stato detto si intramise tra i due e con fare sarcastico, sorridendo disse, “Non deve ballare con Frederick. Prenda la decisione di danzare con me, io sono un miglior ballerino di Frederick…”

“Bruno…!” Ammonì Frederick.

“Lasciamo le danze per più tardi.” Luigia rispose ad entrambi. “Sappiate che chi ballera` con me deve avere pazienza e deve aiutarmi nei miei primi passi di danza…”

“Bene Luigia, allora non vi è nulla di meglio che una passeggiata nel giardino. Se le fa piacere l’accompagno.”

Frederick si alzò prontamente in aiuto a Luigia, poi galantemente offrì il suo braccio come sostegno. Camminarono sul soffice tappeto d’erba, seguendo il sentiero delineato con bianca ghiaia tra le due file di peschi opposte tra loro e che erano ricolmi di fiori profumati. Il tappeto d’erba era ben curato e risplendeva d’un verde intenso sotto il riflesso delle lampade a candela.

Luigia si sentiva rilassata e felice. capiva che questo era un momento speciale per lei. Era certamente il migliore da quando aveva lasciato Nimis e non si sentiva imbarazzata nell’essere da sola in compagnia di un giovane uomo.

“Quelle sono le luci del Ponte delle Catene, e al di sotto si nota, sotto lo splendore della luna, sul versante opposto del fiume, quella larga costruzione, con un’alta cupola e molte torri. Quello è il Palazzo del Parlamento.” Parlando, Frederick, indicava con il suo indice i luoghi a Luigia, e con l’altra mano la sorreggeva.

Camminarono lentamente fin tanto che raggiunsero la fine del parco, dove le rose erano coltivate ed il profumo era intenso. Videro mescolate tra loro larghe rose rosse e bianche che creavano un gran contrasto sopra il verde intenso del prato all’intorno. Frederick continuò nell’indicare i punti salienti della città, come questi prendevano forma sotto il riflesso lunare. Nel parlare, Luigia notò che il timbro della sua voce era gentile sebbene con un timbro autoritario. A Luigia piacque quel giovane uomo. Ugualmente era esitante, perché era il suo primo uomo. Mai prima di allora fu sola, particolarmente nel buio di una tarda sera, assieme ad un uomo, ed in un parco. Ma aveva realizzato che Frederick era un vero gentiluomo e pensò che come ufficiale doveva pure appartenere ad un buon casato, e nel constatare l’evidenza si sentiva rincuorata.

Alla fine ritornarono lentamente verso il salone, dove si vedevano coppie ballare al ritmo di un Walzer Viennese. Frederick le sorrise, con uno sguardo dolce, e senza dir parola condusse Luigia verso la pista di ballo. Lei non fece alcuna obiezione, si sentiva presa dall’incantesimo della musica che era certamente divina e vide altre gentildonne danzare con grazia e brio, leggere quanto lo fosse il volo di farfalle.

Accettò silenziosamente l’invito di Frederick ed incominciarono a danzare. Era un buon ballerino e capace di condurla delicatamente al ritmo della musica guidandola nei giusti passi di quell’ appassionato walzer Viennese.

Apparve un sorriso di gioia sul viso di lui ed era evidente il suo piacere di guidarla tra le molte copie. Il suo cuore aveva accelerato i battiti e le sue pulsazioni venivano prontamente trasmesse a Luigia attraverso le sue mani. Si notava come il piacere fosse evidente per entrambi.

I loro occhi erano uniti, e potevano senza bisogno di parole comunicare l’intensità delle loro sensazioni lasciando aperto il colloquio da anima ad anima.

La prima danza entrò entro una seconda, e poi in quella successiva.

Luigia si sentiva intossicata dall’eccitamento. Era come non esistesse nulla di meglio che il danzare assieme a lui, volteggiando in quegli splendidi Walzer e sentiva di sognare ad occhi aperti. Non mancò di notare come le altre coppie li guardavano, sorridendo a loro, ma  non si sentiva infastidita da ciò. Era unicamente presa dal piacere di essere assieme a Frederick, e lui era completamente estasiato dalle sue grazie. A Luigia sembrava di averlo conosciuto da sempre. Era tutta presa da quelle nuove sensazioni, come se fosse magia di un incantesimo e si sentiva sospesa nel nulla. Era una sensazione che penetrava rapidamente in lei, come una droga, e si sentiva intossicata ancor più di quanto fosse  l’effetto dello champagne che aveva bevuto.

Il suo spirito era leggero e presa dalla felicità e nei suoi desideri e anticipazioni sperava nel domani. Si sentiva come mai lo fosse stata prima, completamente inebriata, da quel nuovo stato di grazia e presa dalla felicita`.

Frederick la stava conducendo in una danza veloce richiedendo rapidi passi dettati dal ritmo infuocato della musica.

E poi avvenne. Improvvisamente Luigia perse un passo e scivolò dagli gli alti tacchi delle sue scarpe. Sentì un lancinante dolore che rapidamente salì dalla sua anca attraverso la gamba e si sentì venir meno. Sarebbe caduta se Frederick prontamente non l’avesse sorretta con il braccio che era attorno alla sua vita.

“Tutto bene?”

“Penso sia una slogatura.”

Al dolore improvviso era sbiancata in viso ed era ben visibile la sofferenza in Luigia.

“Si sostenga sul mio braccio. Farò del mio meglio per aiutarla.”

Abbandonarono lentamente la pista da ballo. Zoppicava con dolore, e fu ben notata dagli amici seduti al tavolo. Capirono che era successo qualche cosa. Ilona e Bruno vennero rapidamente per dare aiuto.

“Che succede?” esclamarono all’unisono.

“Cerco di accompagnare la signorina ad una sedia, credo sia una slogatura alla caviglia.” Frederick cerco` di spigare.

Luigia cercava di reggersi dritta, ma dolori lancinanti salirono rapidamente al cervello facendole contorcere le labbra in una smorfia di dolore.

Ilona intervenne, dicendo ai giovani, “Accompagnate Luigia al tavolo, vado in cerca della carozza di mia madre, sicche` la possa portare a casa.”

Il dolore alla caviglia aumentò, divenendo insopportabile per Luigia e procurandole nausea. In quel modo i sentì vulnerabile, mentre Frederick e Bruno erano ai suoi lati, sorreggendola nell’attraversare la sala.

Fu allora che giunse la madre di Ilona e guardò Luigia. Gentilmente le disse, “La tua caviglia molto presto sarà dolorosa. Avrai bisogno di riposare tenendo il piede sopra un alto sgabello e dovrai fare impacchi ghiacciati per arrestare il gonfiore. Ilona si prenderà buona cura di te, appena sarete  a casa. Ti verrò a trovare presto nel mattino.”

~*~ 

Published by carlogabbiwriter

Italian born, and living in Australia. I'm writing for the past 15 years in both Italian and English language. I pubblished my first book in USA and it's available with Amazon. I also wrote several long stories which are grouped under the name "A song of Love" and several other works available in my blog in Rosso Venexiano.

2 thoughts on “A Tale of the Past – Cap 7 – Il Primo Amore

  1. Una speciale abilità, quella materna, nel saper narrare avvenimenti importanti, delle stagioni andate….
    Cari saluti, Carlo,silvia

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