Eye foe an Eye / Occhio per Occhio – Versione Italiana – Parte 1

Eye for an Eye

Introduzione :

Ho il piacere di introdurre questa mia versione italiana a questo mio racconto che sarà presentato al pubblico in entrambe le versioni Italiana e quella scritta originalmente nella lingua Inglese. BUONA LETTURA.

Italian edition

Sebbene lontani dalla loro terra, la loro vita appartiene a Cosa Nostra.

Per loro sono stati scritti dieci comandamenti che assolutamente bisogna rispettare.

Uno di questi comandamenti impone loro “Devi sempre essere disponibile per Cosa Nostra. Questo è il tuo indiscusso dovere, anche se al momento che sei richiesto, tua moglie è in procinto di partorire.”

Parte 1

Era stato rilasciato dal carcere su parola dopo soli tre anni dei quindici anni imposti dalla sentenza. “La Famiglia” aveva mandato qualcuno ad attenderlo all’uscita dal carcere, per riportarlo alla sua abitazione in Leichhardt, il ben noto sobborgo di “Little Italy” in Sydney.

“Non ho alcun urgente motivo di andare a casa, dove non vive anima viva ad attendermi” Luke pensò amaramente. “Sono ancora legalmente sposato con Lola, sebbene, durante il lungo tempo che fui in carcere mai mi abbia inviato un messaggio o abbia richiesto di vedermi.”  

Gli fu detto che poco dopo il suo arresto Lola lasciò la loro casa e andò a vivere con Maso Garrone.

Luke si sentì amareggiato pensando che ora non rimaneva nulla del suo brillante passato. Solo, senza alcuna donna che l’amasse e privo di buone amicizie su cui contare. Come amara consolazione gli rimanevano alcuni stretti famigliari di cui dubbiosamente poteva contare.   

“Come ora ho un unico luogo dove posso andare ed essere benvenuto, la casa dove vive la vedova di mio fratello. Ma è troppo presto nel mattino per una visita e penso non sia conveniente. Forse andrò questo pomeriggio, o ancor meglio domani. Vedendomi ora, dopo tanto tempo, incomincerebbe a piangere. Al momento non sono prono di vedere alcuno versare lacrime per me.”

Poi parlando in siciliano diede istruzioni a Turiddu, l’autista che era venuto ad attenderlo ai cancelli della prigione,

“Turiddu, conducimi a Kings Cross, al Club, dove senz’altro troverò qualcuno che mi racconti le ultime notizie e mi offra un bicchiere di birra. Ho urgenza si vedere gente diversa dalle facce usuali che erano in carcere con me. Dimmi Turiddu Sei mai stato in prigione? Se sì, puoi immaginare quanto abbia bisogno di veri amici.”

All’entrata del “Trocadero” Luke venne fermato dalla guardia di sicurezza,

“Hei Gianni, non mi riconosci?”

“Luke? Da quanto tempo sei fuori del carcere?”

“Solamente da un paio di ore. Ho bisogno di bere un buon bicchiere e di avere facce amiche che mi siano vicine.”

“Certamente, Luke. Bentornato. Ho visto tuo cugino entrare poco tempo fa. Sarà certamente sorpreso di vederti, come pure lo saranno molti altri.”

Luke salì al piano superiore. Durante quelle ore mattutine il locale era semivuoto, unicamente poche persone erano sedute sugli alti sgabelli posti davanti al bar.

Sul palcoscenico si notava l’orchestra che cercava il ritmo giusto di una nuova canzone, mentre la cantante, con un foglio di musica in mano, canticchiava le parole, cercando di interpretarla con passione, contorcendo allo stesso tempo, sessualmente il suo corpo al ritmo della musica, per essere ingraziata dal pubblico.

Luke ordinò un doppio scotch on the rocks, sorseggiando il drink con piacere. Durante il lungo tempo in carcere aveva scordato quale fosse il vero piacere che un buon whisky può donare. Aveva bisogno di bere quel forte liquore e sentirne il calore dell’alcol mentre scorreva nella sua gola. Finalmente poté rilassarsi e godere della sua nuova libertà. Ricordò di come si sentisse compiaciuto nel passato con la sua orchestra, la quale era capace di intrattenere i molti e assidui patroni del Trocadero.

Qualcuno arrivò alle sue spalle, sorprendendolo con un lieve tocco. Girandosi Luke vide Michael, suo cugino. Entrambi, presi dall’emozione del momento, si scambiarono un abbraccio.

“Che piacere vederti libero, Luke. Sediamoci e raccontiamoci tutto.”

“Come stanno le cose, Michael?”

 “Fin dalla notte che ti tesero quell’imboscata nel vicolo oscuro qui vicino, dove tuo fratello venne ucciso, non molto è successo qui al Club. Vi furono allora molti commenti e molti, me incluso, hanno creduto nella tua innocenza. Dissero allora che qualcuno pagò per l’imboscata per tenerti fuori dai piedi per lungo tempo. Pagarono pure falsi testimoni per accusarti del delitto.”

“Si Michael, tutto fu tramato contro di me presentando false evidenze. Quello fu la ragione che fui rinchiuso per ben tre anni.”

“Ho sempre creduto nella tua innocenza, suppongo tu sappia chi sta dietro questa trama e la ragione per cui ti voleva rinchiuso in galera.”

“Per tutto il tempo ho sempre sospettato il motivo. Ma dimmi un po’ Michael, perché e quando Lola scappò via con lui? È forse quello il motivo per cui lei mai mi visitò mentre ero in prigione? È Lola ancor oggi assieme a lui?”  

“L’hanno vista in Melbourne, e mi hanno detto che la sua vita è quella di una donna facoltosa, capace di spendere una intera fortuna. Io l’ho vista un paio di volte qui in Kings Cross, ed era assieme a sua sorella Rossana. Se vuoi sapere di più, Rossana è l’unica persona che può dirti tutto di Lola. Ma ascoltami bene, Luke, stattene lontano da lei, credo che la miglior cosa per te sia di ignorare quella donna, lei è malefica.”

“Devo vederla almeno una volta ancora per sapere come reagire alle sue trame.”

“Vuoi il mio consiglio Luke? Dimentica al più presto il tuo doloroso passato. Stasera celebreremo assieme la tua riacquistata libertà con una buona bottiglia di spumante. Dimmi Luke, saresti interessato a formare assieme a me nuovamente una banda di musicanti come si aveva allora? Della vecchia orchestra siamo rimasti unicamente io e te. Ma quello non è veramente un problema, possiamo sempre rimediare per il meglio. Abbiamo bisogno di un capace chitarrista e di un buon batterista. Conosco chi può essere interessato di venire con noi e lavorare duro per un buon domani assieme. Con loro possiamo essere nuovamente nel circolo musicale in un breve tempo, se tu dici solamente sì.”

“Come ora non posso dirti nulla, Michael. Non posso decidere fino a che prima abbia parlato con mio zio, “The Godfather”. Tu sai bene come stanno queste cose. Mio zio deve giungere ad una decisione riguardo colui che uccise mio fratello. Dopo tutto siamo di origine Calabrese ed è il nostro Godfather che deve decidere a chi spetta perpetrare la vendetta. Penso che io, come il più vicino nella parentela, sarò colui a cui spetti di ripristinare l’onore famigliare. Ma meglio non pensare a ciò stasera. Lasciamo il tutto per domani. Come hai ben detto, Michael, stasera celebriamo in quel modo si era soliti fare nel passato.”

“Non dimenticarti, Luke, che il costo sarà tutto mio. Suppongo che tu non navighi in un mare di quattrini. Ho a disposizione qualche migliaio stasera. Ho appena ricevuto il pagamento di un lavoro fatto per la mia famiglia, sicché celebriamo in gran classe.”

~*~

Fine parte UNO       

Published by carlogabbiwriter

Italian born, and living in Australia. I'm writing for the past 15 years in both Italian and English language. I pubblished my first book in USA and it's available with Amazon. I also wrote several long stories which are grouped under the name "A song of Love" and several other works available in my blog in Rosso Venexiano.

2 thoughts on “Eye foe an Eye / Occhio per Occhio – Versione Italiana – Parte 1

  1. Eventi molto ben delineati, in racconto, su vicende di “Cosa Nostra”, naturalmente ambientate in Sicilia…
    Buon fine settimana, Carlo,silvia

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