Chapter 1 – All Started in Rio Part 2 – Italian Version

 Capitolo I Parte 2 Tutto incominciò a Rio

Scritto da © Carlo Gabbi –

PARTE 2

Rio de Janeiro, Brazil – December 28, 2013: Aerial view from a helicopter of Rio de Janeiro with the Corcovado mountain and the statue of Christ the Redeemer with Sugarloaf mountain in the background.

Joaninha aveva una figlia, Dolores. Fu durante quei giorni che la incontrai per la prima volta. Era una graziosa ragazza di otto anni ed era piacevole sentirla parlare in quel modo un po’ troppo maturo per la sua età. Mi piacque immediatamente e tra noi nacque immediatamente una simpatia reciproca. Cercai di ingraziarmela con piccoli regali, i quali erano ben accettati da lei, che graziosamente usava ripagare con uno stretto abbraccio ed un bel bacio sulla guancia.

Dolores era avida di imparare e quando si era assieme mi tempestava con mille domande, cosa non strana alla sua giovane vita, ed io ero ben lieto di aiutarla, divenendo ben presto un maestro paziente.

Fu così che tra noi nacque un nodo indissolubile. Lei desiderava di aver un padre a cui potere chiedere consiglio ai mille piccoli problemi che attraversavano il suo pensiero ed in breve io ne divenni il giusto sostituto poiché sentivo il bisogno di una famiglia e di un amore figliale.

Fu da quei giorni che Dolores incominciò a chiamarmi Uncle Bill. Posso dire che dopo quindici anni da allora, quel vincolo affettivo è rimasto vivo come nel passato.

In quei giorni in Rio la mia vita era completa e felice. La citta mi offriva il meglio che potessi desiderare, ed apprezzavo la vita piena di vividi colori offerta da quel popolo che era felice con quel poco che la vita offriva loro.

Mescolandomi tra loro imparai quanto il nucleo famigliare fosse importante e come questo fosse la base dei loro valori sentimentali. Ho notato quanto l’unione famigliare in Brasile è più sentita che in altre parti del mondo dove avevo vissuto precedentemente.

La domenica è il giorno eletto per le riunioni famigliari che usualmente avvengono dopo la messa del mezzogiorno. Usano riunirsi in uno dei molteplici ristoranti famigliari che abbondono nella città. A quel tempo in Rio ebbi modo di partecipare alle loro funzioni domenicali, che li vedeva riuniti attorno larghe tavole con innumerevoli commensali, che conversavano rumorosamente e gioivano la propria compagnia, brindando con vini e divorando una enorme quantità di cibi succulenti presentati nei loro piatti tradizionali.

Fu così che imparai che nella cucina Brasiliana esiste una netta distinzione tra quello che loro chiamano cibo e di quanto è chiamato pasto. Per loro ogni sostanza mangereccia è un cibo, ma non necessariamente ogni cibo può far parte di un pasto.

Il trasformare un cibo entro un pasto è di critica importanza. La preparazione è soggetta ad una stretta regola, che si è creata in un lungo periodo di tempo, accoppiando diligentemente quegli ingredienti necessari dalla ricetta prescritta per la preparazione.

Non esiste altra parte nel mondo dove il cibo è servito sulle tavole domenicali in così abbondante quantità e variazione di tipici piatti. Sono veramente pasti regali ed ancor più sono alla portata di tutte le borse.

Quanto più stupisce il turista al di là di ogni possibile immaginazione, è il fatto dell’enorme quantità di piatti che vengono serviti, che alla fine della riunione famigliare in quel ristorante, consente di portare a casa quanto è rimasto, che è sufficiente per il pasto serale dell’intera famiglia.

La cucina Brasiliana offre uno svariato ricettario che si è creato durante gli ultimi cinque secoli, ossia dal giorno della prima colonizzazione, ed è dovuta alla mescolanza ed alla integrazione degli usi di razze differenti che furono costrette a coabitare. Vi sono gli Indiani locali, i discendenti dei primi schiavi venuti dall’Africa tropicale, e quell’innumerevole quantità di gente proveniente da diversi paesi Europei, ed assimilandosi l’un l’altro nella mutuazione dei tempi, formarono alla fine quel ricettario odierno, avente il sapore ed il colore di popoli diversi per credo, tradizione e cultura. Una esotica mescolanza culinaria che tutt’oggi soddisfa i palati più esigenti.

* * *

‘Ti voglio portare sul Corcovado. Da lassù abbiamo la vista totale della città che si distende all’infinito formando una geometria di colori e sfumature incredibili. È una cosa unica che son certa rimarrà bene impressa nel tuo animo.’`

Joaninha aveva ragione. Lassù trovai l’immenso monumento del Cristo Redentore che si innalza per oltre trenta metri al di sopra del Pico del Pao de Acucar, con le braccia aperte, ed estese in modo benevolente. È il redentore dell’umanità, è l’incarnazione di Dio divenuto uomo. Lassù si può riconoscere l’immagine del Creatore portentoso che sovrasta il mondo, immortalato nella sua grandezza e benevolenza Divina sopra il popolo disseminato al di sotto nell’immensità di Rio.

Joaninha mi indicò i punti salienti della città. Sotto a noi, da quell’alto picco della catena del Coecovado, appariva una immensa variazione cromatica di colori createsi tra colline e valli riverberanti una ricca palette di blu e verdi nell’abbondante vegetazione, la quale era punteggiata da fiori rossi e gialli che contrastavano al di sopra della vegetazione tropicale. Lontano, verso la valle sottostante, vi era un brulichio di case bianche, macchie evidenti che si distaccavano ancor più dalla vegetazione e che divenivano ancor più brillanti col luccichio delle terrecotte dei tetti che riverberavano sotto il sole infuocato. Sulla nostra destra la foresta tropicale era sempre fitta e lussureggiante, ma si rompeva bruscamente in profondi canaloni scavati dalla pazienza dei secoli e dallo scorrere delle acque piovane. Ancor più al di sotto, nel piano sottostante, si vedeva la città divincolarsi entro un complicato zigzagare di strade e viali, soffocate nella visibile congestione del traffico cittadino, che a noi lassù, appariva come una continua linea in movimento, un’ipotetica linea formata da grosse formiche nere in movimento.

Facendo capolino attraverso il blu intenso dell’oceano, spiccavano le torri ed i grattacieli di Capocabana, allineati sopra quella superba spiaggia bianca, e brulicante di bagnanti. Da lassù si notava come queste spiagge si arenavano bruscamente al di sotto di Pao de Acucar, che si innalzava prepotente tra il turchino di quella baia, rotta da l’innumerevole quantità di scogli ed isolette.

Con l’aiuto di Juaninha riconobbi tutti i punti salienti della citta`. Con l’innato orgoglio dei locali, me li punteggiava, ma soprattutto si soffermò al di sopra dell’immensità dello Stadio di Macarana, dove l’allora celebre Pele` regnava sovrano assieme alla sua squadra di footballers.

‘Vedi laggiù in fronte a noi? Quella è la Baia di Guanabara, ed ancora più al di sotto, vedi quella montagna appuntita che si innalza a forma di pan di zucchero? Quello è null’altro che il famoso Sugar Loaf. Certo che lo ricordi, vero? Siamo saliti lassù la scorsa settimana. Fu lassù, dove quella piccola scimmia ti rubò il panino che stavi mangiando. Dapprima ti vidi sorpreso, ma poi, rompesti in una sonora risata, vedendo la furbizia di quell’animale che si accaparrava la propria colazione.

Ecco… ora la vedi meglio la navicella della funicolare che si trova a mezz’aria, sospesa nel cielo. Vedi come si innalza rapidamente, lasciando indietro la spiaggia sottostante. Vedi, sta` raggiungendo la cima. E presto si fermerà lassù nel punto più alto del Sugar Loaf. Forse ti ricorderai di aver visto tutto ciò in film famosi. Alcuni anni orsono ricordo le scene di quel film di James Bond. Mi lasciò col fiato mozzo vedere James lottare sul tetto della funicolare lottare con il suo super-nemico. Era una lotta brutale tra le funi della navicella mentre al di sotto si vedeva un immenso baratro. Al vedere quella scena trattenni il respiro a lungo, sintanto che James gettò nel vuoto il suo avversario, e e fu solamente allora che respirai con sollievo…

* * *

Fine Parte 2

Published by carlogabbiwriter

Italian born, and living in Australia. I'm writing for the past 15 years in both Italian and English language. I pubblished my first book in USA and it's available with Amazon. I also wrote several long stories which are grouped under the name "A song of Love" and several other works available in my blog in Rosso Venexiano.

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