Chapter 1 – Part 4 – All Started in Rio – Italian Edition

Tutto Incomincio’ a Rio Parte 4

Scritto da © Carlo Gabbi –

PARTE 4

I miei due anni di lavoro in Brasile erano giunti alla fine. Presto sarei ritornato in Australia ed avrei rivisto mia moglie Clare.

Clare è sempre stata una donna alquanto bella, ma devo ammettere che non mi e` particolarmente mancata. Lei è l’opposto delle donne Brasiliane. È bionda, alta, di carattere freddo e alquanto calcolatrice. Per abitudine usa programmare in anticipo la sua vita sia per il giorno dopo, come pure entro un futuro più lontano. Ricordo che nei lunghi anni assieme non ho mai visto Clare prendere una decisione immediata, anche se questa le fosse stata offerta su un vassoio d’argento. Prima doveva essere analizzata da lei e programmata nel giusto modo.

Clare usava fare un programma pure sulla nostra vita matrimoniale, sino al più piccolo dettaglio. Era un programma settimanale che indicava esattamente il giorno e l’ora a lei più propizia per le nostre relazioni amorose. Questo il motivo che ero sempre nervoso qualora ero assieme a lei a causa dei suoi continui rifiuti.

Quando le facevo proposte amorose aveva sempre una risposta pronta, e drammaticamente declamava con influssi drammatici nella sua voce, ‘Non ho tempo ora, mio caro! Devo essere dal parrucchiere entro una mezz’ora…’

Il nostro matrimonio ne venne cosi a soffrire per tutte quelle priorità che lei imponeva con i suoi continui rifiuti, scuse inopportune e che erano null’altro che un motivo per non dar via ai suoi obblighi coniugali.

Un’altra tipica attitudine di Clare, che mi ha sempre infastidito era la sua avversione per i popoli di razza mista. Parlando di loro usava chiamarli gli “Half Cast”, dicendo che erano alquanto inferiori ai “Real Blues” , il modo da lei usato per chiamare i discendenti dai popoli Celtici, alti, biondi, e con occhi blu, a cui lei apparteneva.

Questo è sempre stato il mio, problema con lei, la ragione (o la sua scusa) di non volermi seguire in quei “Exotic Countries” come lei chiama il resto del mondo che non ha una diretta discendenza con quei paesi Celtici da cui lei proveniva.

Penso che da giovane, Clare fu fortemente influenzata dalla rigida educazione materna, la quale le ha inculcato quei severi principi puritani che sopravvissero dall’era Vittoriana.

Con quanto ho detto comprenderete ora quanto sia la mia ansia di ritornare in Australia a fianco di mia moglie.

Durante le ultime settimane feci diverse telefonate a casa per far sapere a Clare del mio prossimo ritorno. Non fece nessun commento, né in bene, né in male, sicché non sono molto sicuro di qual forma di benvenuto riceverò al mio arrivo.

Conoscendola bene, sono sicuro che Clare preferisca vedere la continuazione della nostra vita matrimoniale nel modo attuale all’infinito, con l’essere ben separati da migliaia di chilometri di distanza.

Son sempre stato capace di leggere nel suo pensiero e come ora sento la sua voce che dice, ‘Si, mi fa piacere essere tua moglie. Senz’altro sei il marito ideale capace di provvedere a tutti i miei bisogni. Con te ho quanto abbisogni, soldi, automobile ed una bella casa che fronteggia l’oceano. Questa è la vita ideale dei miei sogni e nel saperti sempre lontano, so di essere libera. Non ho pensieri di una famiglia e di mocciosi ragazzacci che unicamente distruggono la gioia del vivere senza pensieri. Sono felice di essere come sono, e mi piace il mio modo di vivere, senza aver bisogno di false pretese. Mi piace vivere al Golf Club dove ho molti amici che adorano intrattenermi. Cosi, mio caro, l’averti lontano mille miglia, è la parte più meravigliosa nella nostra relazione.’

Credo quello rifletteva pienamente il suo credo su quanto il matrimonio ideale fosse per lei.

Penso inoltre che Clare abbia usato i suoi poteri sopra il padre, che è uno dei direttori della compagnia in cui lavoravo. Senz’altro le chiedeva di assegnarmi quei lavori più rinumerati ma che naturalmente fossero in paesi lontani, sicché in quel modo non avrei disturbato la sua vita preziosa.

Con questi dubbi che mi bazzicavano per la mente, devo ammettere di non avere un grande desiderio di ritornare a casa.

Mi sentivo affascinato dalla vita Brasiliana e di più, dopo aver conosciuto Joaninha, desideravo poter vivere assieme a lei, che mi donava quanto più desideravo dai piaceri dell’amore. Fu allora che mi ripromessi di ritornare in questa terra di sambe e di magnifiche amanti. Al mio ritorno, desidero viaggiare nel nord del Brasile e visitare quei villaggi sperduti lungo le rive dell’Amazzonia. In quelle terre potrò pure dare via alle mie passioni, e vagare per un certo tempo, alla ricerca di quei pregiati smeraldi ben conosciuti attorno il mondo e ben apprezzati sui mercati come gemme pregiate.

Desidero di conoscere quel Brasile che nacque al tempo dei Conquistadores, ed a quei colonizzatori che seguirono in innumerevoli brigantini, portando nelle stive le carni umane degli schiavi Africani. E le loro donne, pure schiave, che vennero obbligate a donare i loro piaceri ai padroni Europei, ed in quel modo diedero vita agli odierni Creoli. Oggi sono quei Creoli i creatori di quei ritmi di sambe infuocate. E fu pure da quei discendenti Africani che nacquero le credenze religiose del Macamba che esistono tuttora nelle foreste Amazzoniche, forti tradizioni che furono ereditate da quei discendenti Africani. Quei luoghi sono tutt’oggi ricchi delle loro celebrazioni folcloristiche, e ancora sopravvivono qui i rituali Voodoo, che arrivarono pure loro in quei tempi remoti da quei lontani paesi, e che tuttoggi hanno preservato intatti i misteri della loro occulta terra Africana.

* * *

Fu durante quelle mie ultime settimane in Rio che ebbi l’opportunità di conoscere più profondamente i poteri dei Macamba.

Il tutto avvenne nel modo più inaspettato.

Durante le tarde ore notturne dei fine settimana, In Copacabana, lungo quella larga striscia pedonale che si trova a cavallo tra la spiaggia ed il corso principale, vengono erette centinaia di bancherelle cariche di souvenirs caratteristici del Brasile. In quelle tarde serate il luogo è sempre affollato da gente locale e da innumerevoli turisti che bazzicano all’intorno, al finire degli spettacoli serali nei cinema e teatri locali.

Quelle ultime ore sono favorite da molti per l’ultima camminata notturna sul lungomare dove si è baciati dalla fresca brezza notturna che giunge dall’Atlantico.

Anch’io, nelle mie sere libere da altri impegni, scorrazzavo con piacere su quel lungomare, mescolandomi tra la folla di Copacabana. Trovai piacevole vagare da bancherella a bancherella alla ricerca di quei semplici lavori artigianali, sempre offerti a buon prezzo al passante, dai venditori ambulanti. Si sa bene, sono cose senza pretese, ma è risaputo che quei souvenirs fanno sempre bella mostra in abitazioni lontane al di là degli oceani.

Fu qui dove trovai pure io quanto desideravo di portare con me in Australia al mio ritorno, come ricordo dei colori e del calore del Brasile.

Sulle tende di una bancherella vidi appese diverse quadri che raffiguravano feste di vita campestre nei villaggi all’interno del Brasile. Erano tele pittate in vividi acrilici risonanti in rossi e blu che risaltavano sopra verdi smaglianti. Tra quei forti colori spuntavano stilizzate le figure di musicanti, che dai loro tamburi lanciavano ritmi indiavolati di samba, trasmettendo quei movimenti scaturiti dai suoni frenetici, sulle tele che ora ammiravo. Sui quadri apparivano silhouette di danzatrici vestite in sgargianti bikini. Nelle danze offrivano le curve dei loro corpi slanciati, mettendo In risalto seni eretti verso il cielo, con i capezzoli nudi ed adorni con lucenti filamenti argentati. Alte piume di struzzo colorate si inalberavano al di sopra delle loro chiome a rispecchiare i loro poteri sacerdotali.

In quei quadri erano esaltate le grazie e la vividezza dei movimenti delle danzatrici, lanciate dai loro riti orgiastici ballando ed unendosi agli spiriti e demoni della loro liturgia, nel creare intriganti figure che davano vita a quelle scene bucoliche.

Ammiravo quelle tele, viste con gli occhi del mio animo, e mi sentivo trasportare tra quelle leggere danzatici tanto da poter discernere acri odori. Vi erano il pungente odore del sudore intriso con l’intossicante dolce profumo del rum. Il tutto era parte dei loro corpi ed esumava durante quelle frenetiche danze, scaturite dall’assordante rullio di tamburi che erano visibili sullo sfondo delle tele. Nella parte alta invece era visibile la lucentezza della Croce del Sud, con le sue stelle capaci di diffondere una mistica luce sulle sacerdotesse Macumba intente in quelle liturgiche danze.

I villaggi che vedevo rappresentati sulle tele, mi ricordavano altri quadri che avevo visto in musei Europei in tempi passati. Quelli che rappresentavano la vecchia Africa in disegni fatti nello scorso secolo da esploratori in quell’Africa sconosciuta. Mentalmente li paragonavo nel mio pensiero a quanto era ora in fronte a me, e vidi una incredibile similarità. Erano una magica copia del passato africano che questi quadri in fronte a me che ora presentavano la reale vita odierna all’interno del Brasile.

I miei occhi erano incollati su quei acrilici, ed erano così reali. Guardandoli mi sentivo di far parte di quella vita, presentata con tale ingenuità e realismo. Era il vero Brasile, quello che desideravo scoprire qualora fossi ritornato in questa terra di contrasti.

Fu allora che un giovane uomo, non ancora trentenne si avvicinò. Vestiva nella moda Europea, ma guardandolo bene sembrava un personaggio uscito da quelle tele che stavo ammirando. Lo vidi riflesso in quei luoghi lontani che lui aveva dipinto, e mi venne spontaneo di chiedergli, ‘Sei tu il pittore?’

‘Si. vedo che stai ammirando i miei lavori. Rappresentano il villaggio dove sono nato ed il suo popolo. Cosi è come appaiono i villaggi all’interno del paese.’

‘Parli un buon Inglese, dove lo hai imparato?’

‘Vissi per più di un anno in Los Angeles, e là vendetti parecchie tele. Gli stati Uniti sono buoni per gli affari, ma non mi offrivano quella vita agognata da me. Là, negli Stati, tutto ha un valore in dollari. Anche la vita umana è valutata in dollari, e quello non era per me. Mi mancavano le gioie semplici del Brasile, trovai che gli Americani non conoscono quali sianoi valori della vita ed il piacere che è donato nel fare all’amore sotto le stelle assieme con una bella donna, ballare la samba, o avere un vero pasto. Gli Americani è il popolo più infelice su questa terra.’

‘Capisco il tuo punto di vista. In quanto hai detto esiste un sacco di verità.’

‘I veri Brasiliani dell’interno, sono molto poveri, ma nessuno è più felice di loro. Mai, quando vivevo in America, compresi la necessità di tutte quelle lussurie.’

‘Ti chiami Paulo vero? Vedo che tutte le tele sono firmate con quel nome. In esse si nota la vita del tuo villaggio. Quanto mi piacerebbe visitare quei luoghi!’

‘Perché non vieni al mio villaggio al prossimo carnevale? Vi sarò pure io, perché non voglio perdere quelle celebrazioni tramandate a noi dal passato. Qui in Rio tutto è corrotto. Tutto è creato per il turista danaroso. Ma naturalmente va bene cosi, poiché il paese e’ povero. Possiamo andare assieme al nord per il prossimo Carnevale e tu puoi alloggiare con la mia famiglia. Siamo modesti ma mia madre e mia sorella avranno buona cura di te, e ti sentirai parte della famiglia.’

‘Mi piacerebbe, ma a quel tempo sarò in Australia. Ma accetterò la tua offerta quando ritorno. Dimmi Paulo, sarai qui domani sera? Intendo comperare alcune tele che voglio portare a casa con me.’

‘Tengo a casa i migliori lavori, quelli li riservo per clienti speciali. Perché non mi vieni a trovare domani pomeriggio? A casa mia non saremo disturbati e potremo parlare di mille altre cose interessanti. Ti sento amico e capace di capire il mio popolo.”

Dicendomi questo scarabocchiò un indirizzo al di dietro di un biglietto da visita. Quando me lo diede notai che sul fronte vi era un indirizzo di Los Angeles. Alla mia muta domanda disse, ‘È l’indirizzo della galleria che ospitava i miei lavori in quella città. Vieni nel pomeriggio. Parleremo di cose interessanti.’

‘Grazie Paulo. Ci vediamo domani. Sono curioso di vedere come e dove lavori.’

 

 

 

Published by carlogabbiwriter

Italian born, and living in Australia. I'm writing for the past 15 years in both Italian and English language. I pubblished my first book in USA and it's available with Amazon. I also wrote several long stories which are grouped under the name "A song of Love" and several other works available in my blog in Rosso Venexiano.

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