Capitolo 1 Parte 5 – All Started in Rio – Versione Italiana

Parte 5

Per tre consecutivi mattini, dopo aver visitato Butafuoco, ebbi alcune visioni conturbanti in fronte a me. Era una sensazione nuova dove apparivano fatti irreali che mi lasciarono alquanto turbato.

Avene mentre ero sulla spiaggia di Ipanema, dopo che avevo nuotato ed avevo corso sulla spiaggia. Forse era dovuto al fatto che Isa aveva imposto le sue mani sopra di me mi aveva reso troppo sensitivo. Ma non riuscii a capacitarmi nel vedere un corpo di donna gettato sulla spiaggia a me vicino. Era quanto vedevo un fatto reale od era una visione magica e coincidenziale. Era tutto dovuto alla super sensitività che Ida aveva immesso in me con i suoi poteri magici?

Forse vi era un corpo di donna che era stato spinto dalla marea sulle sabbie bagnate. Alla vista, quel corpo appariva spugnoso e cadaverico. Notai che sebbene fosse un corpo senza vita, mi stava a guardare con occhi spalancati, mentre le sue pupille mi seguivano, non mi lasciavano in pace. Ero turbato, ma chi era mai? Poi la riconobbi… Ma poteva essere proprio lei?

Guardai più intensamente, pur sempre senza avvicinarmi. Poi, si, credetti di riconoscere Clare in quelle spoglie inerti. Ero sconvolto, ero ipnotizzato nel vedere quelle pupille roteanti entro quelle orbite spettrali. La guardai ancora, incredulo, più volte ancora. Si. Era proprio lei. Era un cadavere spugnoso ed inerte ed ero inorridito, ne sentivo ribrezzo per la incipiente putrefazione che la stava tramutando. Guardai meglio, e notai che mancanza pure un arto.

Mi obbligai a divenire oggettivo e mi posi domande. Poteva proprio essere il corpo di mia moglie?

Oppure era questo unicamente il gioco della mia super sensitiva immaginazione?

Pensai, ragionai. Dovevo arrivare ad una pronta conclusione. Poi conclusi che non poteva essere lei, Clare. Mi dissi che ben diecimila chilometri ci separavano. Ed ancor più qui, in Ipanema, mi trovavo sull’opposto oceano, e non l’Oceano Pacifico che fronteggia L’Australia. Questo era l’Oceano Atlantico che fronteggia le coste Africane. Si, alla fine conclusi, quella non poteva essere Clare. Era null’altro che una visione creatasi nella mia eccitata fantasia.

Infatti, guardando ora, vidi su quel stesso pezzo di spiaggia due ragazzini che stavano giocando, scavavano nella sabbia bagnata ed erano intenti ad erigere un castello di sabbia.

Ma un dubbio rimase in me. Perché mai ebbi tale visione? Forse la visione era un presagio che mi voleva indicare che qualche cosa stava avvenendo a Clare?

Passarono brevi attimi di meditazione che turbarono il mio pensiero. Sentii un brivido agghiacciante che attraversò il mio intero essere. Quella era una premonizione, ne ero certo. Sentii entro me scricchiolare la mia forza interiore, poiché nel passato mai avrei ammesso tali cose, perché sono sempre stato scettico di fronte ai misteri dell’occulto. Cosa mai avveniva ora in me? Il tutto mi era inspiegabile, forse era il mio metabolismo che stava giocando con le mie capacità mentali e mi rendeva succube?

Non avevo scelta e mi precipitai a casa e da li telefonai a Clare. Qualcun altro rispose e mi disse che Clara era fuori, era all’ospedale dove qualcuno era in coma. Ma chi?

La stessa voce mi disse che l’automobile di Clare, in un accidente era volata al di fuori da una scarpata della strada, ed era un rottame. Un brivido mi percosse la schiena, ma era lei che guidava, era quindi grave? Alle mie domande non vollero rispondermi. Dissero che non erano autorizzati!

Sapevo che Clare mai avrebbe data la propria BMW a qualcun altro.

Chiamai nuovamente entro un paio di ore e questa volta mi fu detto che Clare era incolume, ma che sarebbe rimasta all’ospedale tutta la notte.

Al mattino potei parlare con lei, e ne fui un po` rassicurato. Già dissi bene, giusto un po’.

La voce di Clare era smarrita, sentii che aveva perso il controllo sul suo pensiero, e la sentii singhiozzare, e quello mi impensierì poiché era una cosa impossibile per lei. Compresi quanto fosse stata moralmente scossa, perdendo così la corazza del suo glaciale frontespizio. Sentii che il suo normale controllo era crollato. Ora era fragile e sentivo i suoi singhiozzi repressi che uscivano rauchi dalla sua voce. Mi disse quanto mai mi avrebbe detto prima, ‘…ho perso la fiducia in me stessa. Sono stanca della vita!’

Quella fu la più sorprendente rivelazione che mai avessi udito da lei. Riconobbi che ora era una donna impaurita ed indifesa, disse, ‘Come tutto questo è mai possibile?’

Volli esprimerle la mia tenerezza ed il mio supporto morale, ma sentii che alle mie parole si irrigidì e pose un distacco tra noi. Mi fece comprendere nel suo silenzio, quanto lontana fosse da me e dal mio rimanente amore. Sentii che non gradiva i miei messaggi di simpatia. Ne ero più che certo. Sentii che Clare aveva cessato di esistere per me, io non ero più una sua priorità in quanto riguardava i suoi valori sentimentali. Finalmente tra le lacrime mi disse che il suo caro amico era colui che guidava la sua macchina e che ora era in coma…

Mai mi sarei aspettato una tale confessione da Clare.

Ma ora ero in grado di spiegarmi il valore telepatico della mia visione sulla spiaggia di Ipanema. Mi diceva chiaramente che l’amore di Clare per me era morto e seppellito. Mi diceva che Clare ora apparteneva, anima e core, al suo caro amico che era attaccato alla vita unicamente da quel polmone artificiale che forniva a lui l’ossigeno della sua esistenza.

È passato molto tempo da quel giorno, ma tutt’oggi esiste in me ancora una cosa oscura ed è il mistero che mai mi fu svelato da alcuno. Era Clare seduta accanto al suo amante quel giorno di quel fatale incidente automobilistico?

* * *

Published by carlogabbiwriter

Italian born, and living in Australia. I'm writing for the past 15 years in both Italian and English language. I pubblished my first book in USA and it's available with Amazon. I also wrote several long stories which are grouped under the name "A song of Love" and several other works available in my blog in Rosso Venexiano.

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