Capitolo 2 Parte 2 – Giorni Difficili Edizione Italiana

Parte 2

In quelle tarde sere Californiane, Juanita ed io si usava stare vicini seduti di fronte al camino su un comodo sofà. Ad illuminarci erano solamente quei riflessi rossastri che emanavano dal fuoco scoppiettante nel camino che irradiava il suo calore attorno e donava un piacevole tepore alla nostra intimità. Da quei ceppi ardenti si innalzavano scintille, che erompevano come minuscoli fuochi d’artificio.

Ci si sentiva felici di essere uniti in quella atmosfera paradisiaca, che donava gioia ai nostri cuori discendendo nelle profondità dell’animo.

Attraverso la larga porta-finestra, con larghe lastre di vetro, potevamo ammirare le luci lontane e multicolori che rimbalzavano sulle calme acque della baia in fronte a noi, formando una lunga ininterrotta linea che si congiungeva alle luci lontane di San Francisco.

Apprezzavo la calma di quell’atmosfera e mi inebriavo alla vicinanza del corpo di Juanita che, come una gattina facente le fuse, si raggomitolava sul mio grembo, cercandovi il calore del mio corpo. Sentivo pure io altrettanto il bisognavo della sua intimità ed in quei momenti solo lei poteva, così stretta vicino a me, farmi comprendere quanto mi era mancata negli ultimi tre anni. Erano in quei tardi imbrunire che trovavo maggiormente il suo corpo invitante e caldo. Sentivo da lei emanare il desiderio di voler essere amata ed unita a me, in quei dolci amplessi d’amore. Mi invitava, baciandomi dolcemente. Poi, in quell’abbandono, sentivo il suo desiderio crescere, nel mentre che dal suo corpo sprigionavano tutte quelle essenze vitali per dar via al sentore di sapori e piaceri stimolanti. Quello era il modo in cui sentivo ancor più forte il suo invito ad iniziare l’esplorazione della sua intimità, e della sua sessualità.

La lunga separazione dei nostri corpi aveva accresciuto i nostri desideri. Il nostro vecchio fuoco d’amore irrompeva ora nuovamente, simile a quel fuoco scoppiettante nel camino in fronte a noi. Era pure il nostro amore altrettanto luccicante, capace di sprizzare faville ardenti, che salivano verso l’infinito. Amore che era come non mai rimasto immutato ed uguagliato. Poteva esistere unicamente perché era capace di raccogliere il meglio di quanto era in noi.

Così, in quelle notti, i nostri sensi erano ora esaltati al massimo, erano capaci di carpire odori e sapori emanati dai nostri corpi, e compressi per troppo a lungo in noi. Ed ora erompevano liberi, come acque per troppo a lungo represse, entro una diga troppo ripiena all’arrivare di nuove acque al giungere improvviso dell’alluvione del nostro amore.

Ci sentivamo muti, incapaci di esprimere con parole il valore dei nostri sentimenti, uniti in un amplesso amoroso, silenzioso, senza disturbare i mille desideri assopiti in noi. Ed in quei momenti si era più che mai consapevoli di quanto le nostre parole fossero superflue. I nostri corpi, erano attratti, riconoscendosi l’un l’altro. In noi esisteva la necessità di quell’unione primordiale, liberando i nostri corpi, scindendo le nostre anime, invitandole a divenire un’unica unità.

Le nostre notti d’amore erano troppo brevi per colmare i vuoti lasciati dal passato.

I nostri appetiti erano enormi, quanto lo erano pure i desideri repressi dall’immensità del tempo.

Ed in questo modo ci ritrovavamo colti dall’alba incipiente, dopo una lunga notte d’amore. La pallida luce che stava sorgendo era consapevole del nostro ultimo amplesso, che aveva raggiunto allora il suo apice. Sentivo Juanita che lanciava il suo ultimo urlo soffocato di piacere, mentre lei era scossa da un’ultima convulsa contrazione. La sentivo ora completamente appagata, nel mentre mi trasmetteva, con il suo ultimo orgasmo, la sua gioia d’amore.

* * *

Durante quelle lunghe notti di passione sentivo il bisogno, di far comprendere a Juanita quali fossero i miei desideri per un futuro assieme, ed essere uniti come marito e moglie.

Ma come potevo essere onesto con il mio desiderio? Come potevo chiederle di sposarmi, per poi, due settimane più tardi doverla abbandonare per andarmene a vivere, per un tempo indefinito, in una delle più in inospitali regioni esistenti nel mondo?

In quelle ultime settimane avevo compreso quanto Juanita fosse felice di vivere in California. Capii che lei finalmente si sentiva paga dalla sua nuova vita, che era anche molto più di quanto avesse sperato. Sapevo pure, che tra non molto, sarebbe entrato nella sua vita l’uomo ideale, che le avrebbe donato dedizione ed amore che tanto abbisognava.

Ugualmente volli farle comprendere i miei desideri e pensieri.

Mi zittì assicurandomi, ‘Non dirmi null’altro. Sarà sempre la gioia più grande quando potrò averti vicino. Ogni attimo che tu potrai donarmi in futuro sarà di un valore immenso. Sappi che il nostro amore è così intenso poiché doniamo tutto noi stessi, liberamente e spassionatamente, quando abbiamo la gioia di essere assieme. L’amore consiste nel donare tutto noi stessi, corpo e anima, a colui che si ama senza chiedere alcun privilegio. Abbi fiducia nel futuro. nell’essere assieme troppo a lungo, subentra la monotonia dei corpi ed i sentimenti sublimi del nostro amore diminuirebbe di intensità. Pensa invece come la separazione accentua ed intensifica i bisogni d’amare.’

* * *

 

 

La notte inspirava l’intimità spirituale e parlammo apertamente di tutti i nostri intimi pensieri segreti. In questo modo potemmo aprire il vecchio colloquio spirituale, il quale nel passato ci aveva donato piaceri enormi. Parlammo lungamente di quanto la nostra separazione fosse dolorosa.

Poi chiesi a Juanita, ‘Dimmi, com’è la tua nuova vita nel tuo nuovo paese di adozione?’

‘Vivere negli Stati Uniti e’ immensamente piacevole, ed alquanto migliore rispetto alla mia vita in Brasile. Qui sono accettata dagli uomini alla pari di loro, per diritti e doveri. Inoltre qui non esiste alcuna predominazione maschile. Sicché mi sento libera dall’oppressione che mi era stata imposta dal maschio Brasiliano. Ho pure notato che qui negli Stati, nessuno si interessa della vita personale altrui ed è tanto più facile creare nuovi amici, anche se a volte possono essere occasionali, trovati nelle sale del pub, bevendo assieme un bicchiere di birra.’

‘Sicché ti senti libera di scacciare lontano le tue malinconie?’

‘Si. Normalmente passo i miei fine settimana nelle sale da ballo. Il danzare è sempre stata la mia passione, come tu ben sai. È facile trovare il giusto compagno che mi possa rendere felice, sia danzando sulla pista da ballo come pure nella danza dei piaceri sessuali qualora cado preda da quel momentaneo desiderio, affacciatosi troppo impetuoso. Ma ancora l’uomo dei miei sogni non è entrato entro la mia vita.’

‘Ho piacere di saperti felice, mia cara. Vedo bene la tua gioia di vivere e mi auguro che presto incontrerai colui che potrà anche donarti l’amore.’

‘Si Bill, la mia vita è migliore. Mi sento libera e soddisfatta, Guadagno bene, Ho amici, una casa migliore, insomma finalmente mi sento me stessa.’

‘Dovendo presto esserti lontano mi sento rassicurato a quanto mi dici. Solo dovresti avere anche qualche buon amico.’

“Ho conosciuto Helen recentemente e siamo divenute buone amiche. Dovresti conoscerla. È una donna stupenda. Sin dal giorno che l’ho conosciuta, la mia vita è divenuta più intensa e spensierata.’

‘Molto interessante. Mi stai incuriosendo.’

‘Ho conosciuto Helen la scorsa estate. Ero in un bar cittadino, seduta al bancone con una bibita fresca in fronte a me quando notai che una magnifica donna, seduta non molto lontano, mi stava studiando intensamente. Poi venne a sedersi vicino a me e si presentò. Ordinò due Bloody Mary, offrendomene uno, ed in un baleno iniziammo a chiacchierare passionatamente come vecchie amiche.

‘Helen, mentre parlava, continuava a lanciarmi sguardi inquisitori, che mi sconvolgevano, poi esclamò, ‘Invidio la tua bellezza esotica, Juanita. Lo sai che sei molto bella?’

‘Quella era la prima volta che ricevevo adulazioni da parte di una donna. Risposi, ‘Grazie Helen, tu sei altrettanto bella.’

‘Vi sono diversità di bellezze, mia cara Juanita. Siamo alquanto diverse. Vedi, tu hai un corpo sinuoso e pieno, e la tua carnagione risalta in quel contrastante color miele, mentre il mio corpo è longilineo ed asciutto e sono bionda e pallida.

Immagino che se si fosse assieme in una competizione, si creerebbe l’imbarazzo della scelta tra i molti sguardi maschili. Non lo credi? Penso che valghi la pena di saggiare la reazione di quei maschi presenti! Che ne pensi?’

Non ebbi una risposta pronta per Helen sul momento, ma poi durante la notte, ripensandoci, mi sentii turbata e nacquero desideri in me che incominciarono ad erodere la mia fantasia. Tu mi conosci bene, Bill, e sai quanto mi eccitano i pensieri sessuali. Ero talmente presa da quelli che i miei sogni furono strani e mi condussero in un mondo di fantasie erotiche esilaranti. Il tutto mi diedero sensazioni reali mentre condividevo quell’ ipotetico connubio assieme alcuni maschi raffinati.’

‘Dimmi, incontrasti nuovamente Helen?’

‘Ci incontrammo nuovamente due settimane più tardi. Era un noioso pomeriggio e finimmo col bere troppo. Ero instabile sulle mie gambe quando alla fine Helen mi invitò a casa sua. Non so dirti come, ma presto avvenne qualcosa inaspettato. Helen preparò per noi due larghe ‘Vodka on the Rocks’. Dopo quel primo bicchiere ero completamente intossicata. Non capivo più nulla, e tutto girava attorno a me. Helen mi stava vicino e con il suo sguardo scrutatore mi stava svestendo. Poi silenziosamente venne a me e incominciò a giocare con il mio seno mentre si dilettava a baciarmi sulle labbra. Sentii brividi di desiderio discendere in me e non potei rifiutarmi a quella seduzione accattivante. Forse ero troppo ubriaca per reagire, così mi lasciai andare. Helen fu capace di condurmi rapidamente in un mondo sconosciuto di piaceri. Mi sentivo posseduta dalla lussuria, e come non mai bramavo di amoreggiare con lei, anche se non sapevo come, poiché quelle sensazioni erano alquanto nuove per me. Mi sentivo soffice e gelatinosa entro me, mentre i miei sensi prendevano il sopravvento col sentore dei miei umori che mi stavano bagnando copiosamente. Ero inondata da quel desiderio prepotente che Helen sapeva così bene trasmettermi, ed incominciavo a rispondere alle sue proposte amorose. Non posso negarlo, anch’io la desideravo ora, nello stesso modo altrettanto prepotente di quanto lei stava desiderando me. Sentivo la passione sfrenata che mi dilaniava e incominciai a rispondere ai suoi baci caldi e tumultuosi. Era un fuoco intenso e sconosciuto che mi divorava, mentre ero completamente dominata dal suo forte e dominante desiderio. Alla fine, mi prese per mano sussurrandomi, ‘Vieni, andiamo nella mia camera.’

La segui passivamente come un cagnolino ubbidiente che segue la sua padrona. Mi sentii ancor piu’ sua, vittima della sua provocazione sessuale, e lei felicemente incominciò a denudarmi per assaporare meglio le gioie del mio corpo. Divenni preda dei suoi baci brucianti sulle mie labbra, ed era il fuoco della sua passione che alimentava ancor più i miei desideri di essere sua. Tutto era divenuto così imperativo, ed in me non esisteva altra ragione di esistere, ormai schiava dei suoi insaziabili appetiti. Divenni sua. Non mi diede tregua. Furono lunghe ore di amore e perdizione. Mai potei rifiutarle il mio corpo. Ma non mi sentivo diminuita di essere dominata da lei poiche` mi sentivo altrettanto felice come lo era Helen. Il tempo passò rapidamente e fu solamente tardi, in quella domenica pomeriggio, che ebbi il coraggio di separarmi da lei e di ritrovare la mia via verso casa.’

‘Sicché fosti sedotta da Helen, e diventasti la sua amante. Nulla di strano. Nella vita odierna ed in un paese emancipato come sono gli Stati, tutto è accettabile.’

‘Non veramente. Quella fu l’unica volta che fui sedotta da Helen. E fu possibile unicamente poiché entrambe si era talmente ubriache. So che non ho scuse, ma lo ammetto, mai mi sono sentita colpevole per quanto accadde. Dopo tutto è stata una rivelazione di quanto e dove la mia sessualità fosse capace di portarmi, allorché ero preda dai sensi tentatori. Mi chiesi se fossi completamente perturbata dalla mia sessualità. Non ho mai trovato risposta a me stessa, quindi non posso risponderti, Bill.’

‘Continuasti ad essere amica con Helen?’

‘Ci incontrammo ancora, anche se non fummo più amanti.’

* * *

Juanita interruppe brevemente la sua narrazione. Ormai aveva rotto le barriere del suo ritegno e vedevo il suo desiderio di narrarmi altre sue esperienze in California.

Poi riprese a raccontarmi, ‘Io ed Helen andammo a diverse feste assieme, ed in quelle occasioni cercai sempre di bere moderatamente, dopo quella incredibile ubriacatura…

Fu ad una di quelle feste che ebbi un’alquanta buffa esperienza. Tutto incominciò nel peggiore dei modi. L’atmosfera era pesante, sintanto che, improvvisamente avvenne quella scintilla che trasformò la monotonia nel più caldo ed amichevole convegno, allorché qualcuno scopri un differente liquore sul bar del nostro ospite.’

‘E’ quella una bottiglia di Tequila?’ Una voce mascolina echeggio tra il monotono chiacchiericcio dei convivali e che colpì l’attenzione di molti.

Il nostro ospite offrì senza indugio quel bicchiere di liquore richiesto. Altre voci si alzarono nell’intorno, ed udii una voce con forte accento Espano, che dall’angolo della sala che prontamente chiedeva, ‘Oh, Tequila? Posso anch’io averne un po’?’

Vi fu pure una terza voce che con una forte pronuncia Australiana chiese, ‘Hai pure dello champagne, mate (amico). Vino spumante va pure bene, se non hai altro, C’ on, (come on) provate la Tequila Slammer (sbattuta) assieme a me.

Quella era una letale combinazione che colpì in un baleno, tutti quanti ubriachi, e l’euforia della festa esplose rumorosamente tra i presenti nella sala.

Quella notte ebbi modo di realizzare quanto era potente quella bevanda alcolica. Tutti i bevitori furono immediatamente intossicati, ed in breve la gioia della festa rinacque in un modo entusiastico e rumoroso. La festa aveva finalmente raggiunto il culmine.

Dopo non molto si udì nuovamente quella voce Australiana, che a squarcia gola gridava con forza, ‘C’ on, voi tutti. tempo di buttarsi nella piscina.’

Le piscine fanno parte naturale delle case Californiane, così un secondo più tardi, un gruppo abbastanza numeroso, in cui vi erano pure due donne si avviarono verso l’area della piscina.

L’Australiano, in un baleno gettò via i suoi vestiti e si tuffò nudo nell’acqua.

Le due donne invece presero tempo, nell’esibirsi entro un buon spettacolo di spogliarello. Naturalmente erano ben seguite nel loro atto da quel gruppo di maschi ammiratori, che le aizzavano a mostrar sempre di più dei loro corpi.

Erano urla, esclamazioni, incoraggiamenti e fischi di approvazione. Quello fu l’inizio di un esibizionismo totale in quella festa baccanale, e molti, incoraggiati da tutto quel trambusto, seguirono l’esempio dei primi cercando, principalmente le donne, di emulare quei sessuali spogliarelli. Quella presentazione dei loro corpi era una forma esibizionista resa più facile dal calore delle Tequilas. La festa aveva così potuto raggiungere l’apice dell’eccitamento e felicità, e la festa si inoltrò gaiamente sino le ore mattutine.

Quella fu la mia esperienza in quelle feste Californiane, dove sconosciuti davano presto via ad atti esibizionisti dopo alcuni bicchieri di Bourbon. A volte divenivano vere orge baccanali, ma poi pensandoci bene si trovano esempi di feste orgiastiche attraverso i millenni di storia, quindi nulla di strano da aggiungere ai costumi umani.

* * *

Con immenso dispiacere dovetti lasciarle. Andavo in Bangladesh per la costruzione di una cartiera in una zona isolata che si trovava nel mezzo di una vasta pianura acquitrinosa, selvaggia e primitiva che aveva ben pochi contatti con il mondo civile. Quello sarebbe stato il mio ultimo contratto di lavoro, prima di un prematuro ritiro dai lavori di ingegneria civile dalla ditta in cui lavoravo. Il lavoro sarebbe durato all’incirca quattro anni, un tempo alquanto lungo per porre obblighi sulla vita di Juanita. Mi chiesi molte volte perché mai avessi accettato quel riguardevole contratto di lavoro, poiché certamente avrei compromesso l’amore di Juanita. Partendo da Sacramento portai con me buoni ricordi dei tempi trascorsi assieme a Juanita e Dolores, ricordi che mi aiutarono a sopravvivere in quelle lunghe notti insonni, isolato tra quei acquitrini e quei selvaggi che a malapena ricoprivano i loro corpi. Quelli furono i peggiori anni della mia vita.

Published by carlogabbiwriter

Italian born, and living in Australia. I'm writing for the past 15 years in both Italian and English language. I pubblished my first book in USA and it's available with Amazon. I also wrote several long stories which are grouped under the name "A song of Love" and several other works available in my blog in Rosso Venexiano.

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