Cap 3 Parte 2 – Ritorno in Australia – Versione Italiana

An Amazing Story Capitolo 3 Parte 2

Scritto da © Carlo Gabbi –

PARTE 2

Parte 2

Finalmente, ritornò confidenza in me stesso, e così pure il desiderio di far parte nuovamente della civiltà che avevo abbandonato molto tempo prima. Ero sulla buona via di ricuperare l’innato buon senso. Mi sentivo vincitore sopra il pericolo letale che voleva trascinarmi all’annullamento di me stesso. Stavo raggiungendo la fine di un lungo viaggio e vedevo rinascere la fiducia in un nuovo futuro.

Ritornai alla mia casa in Brisbane dove in breve tempo, riscoprii la gioia di aver ancora amici, nuovi e vecchi, che erano disposti di accertarmi tra loro, sicché fui ben presto riassorbito nel loro circolo e mi si apri` la via di far parte nuovamente di questo mondo.

* * *

 

 

Alcune settimane dopo il mio rientro in Brisbane ricevetti una lettera da un avvocato di Sydney il quale mi informava che Clare chiedeva di terminare il nostro matrimonio con un divorzio. Quella richiesta fu per me inaspettata e rimasi alquanto sorpreso.

Dalle esperienze passate in litigi con Clare, ben sapevo di quanto potesse essere pericolosa per me tale decisione. Aveva ormai inciso profondamente sulla mia vita, quindi considerai che dovevo analizzare tale richiesta con cautela. Pensai ai molti cavilli giuridici nascosti che senz’altro mi avrebbero danneggiato ancor più profondamente nella ormai precaria situazione in cui mi trovavo.

Era passata un’eternità dall’ultima volte che parlai con Clare, in quella mattina in cui si ebbe l’ultima colazione assieme, prima della mia partenza per Bangladesh. Poi persi tutti i contatti con lei. Erano passati oltre cinque anni da allora e certamente era un periodo alquanto lungo. Ora apparivano all’orizzonte queste faccende legali di un divorzio, da me molte volte voluto ma mai accettato da lei, l’enigmatica Clare.  Avrebbe dovuto essere risolto molti anni prima, ma purtroppo ancora oggi il nostro matrimonio era valido che aveva sopravvissuto per oltre quindici anni. Quanto felice fu la nostra unione? Me lo chiesi molte volte ed ora amaramente analizzavo quel lungo periodo. Onestamente so che solamente i primi due furono felici. Poi vi furono molti screzi che divennero insopportabili e per anni chiesi a Clare di giungere ad un amichevole accordo per una separazione. Fu da allora che incominciò la sua stupida nenia, ripetendomi che non esistevano ragioni valide per giungere a tali estremi, poiché era certa che nulla avrebbe demolito le basi del nostro matrimonio, consacrato di fronte a Dio. Fu talmente spudorata che un giorno adornò un biglietto con fiori e lo mise in bella mostra affisso sopra il frigorifero della cucina, sicché lo potessi ben notare, “Remember that marriage is for ever in front of God.”

Quello, divenne il suo motto, negli anni a venire, e si barricava contro tutte le mie richieste di separazione, ma quelle in cuor mio, era unicamente  il suo tentativo per giustificare se stessa.

Al mio ritorno dal Brasile, insistei con più forza per spingerla ad un divorzio, che ostinatamente rifiutò. Anzi, fece del suo meglio per umiliarmi di fronte a conoscenti comuni e far si che mi sentissi miserabile, e per il buon vivere desistei all’agognato desiderio di creare una nuova famiglia in Brasile al fianco di Joaninha. (Juanita)

Ed ora inaspettatamente era lei a voleva la fine. Ma perché mai mi chiedevo. Era questo perché non aveva più accesso al mio conto bancario? L’unica cosa di cui ero ben certo era che al mio ritorno da Bangladesh, lei da lungo tempo ormai aveva abbandonato Brisbane, ma non prima però di aver preso con se tutti i miei averi. La casa nella quale si aveva vissuto assieme per anni, era vuota. L’abbandonò preda ai vandali notturni, e nel breve giro di alcuni mesi era ridotta una inutile e svuotata conchiglia.

Apparentemente nella casa per un breve tempo vissero alcuni inquilini con il suo benestare. Debbo dire che compirono un capolavoro di demolizione, lasciandovi danni immensi. Tappeti costosi furono rimossi, gli avvolgibili in legno furono tolti dalle finestre e bruciati, mentre la pavimentazione in marmo fu danneggiata brutalmente usando una pesante mazza.

Ma quello non era tutto. Trovai pure una lunga lista di debiti di Clare ed ora alla porta era un susseguirsi di creditori nel chiedere il pagamento. Ma la peggiore sorpresa venne dalla mia banca, la quale aveva concesso a Clare un ingente mutuo ove io ne ero il garante, poiché si era avallata del ‘Power of Attorney’, che firmai a suo favore alla mia prima partenza per l’estero.

Quello il modo con cui Clare aveva bravamente distrutto la mia reputazione, ed impossessandosi di quanto più poteva, delle cose che io possedevo ed amavo.

Ora si può capire bene la ragione del mio nuovo terrore. A cos’altro mirava di ricevere ora in cambio di acconsentire al divorzio?

Nel mio pensiero la vedevo giubilante di avermi condotto all’orlo del fallimento fisico e morale. La sentivo euforica nell’infliggermi nuove pene, mentre se ne stava protetta nell’anonimità in qualche angolo patrizio di Sydney, godendosi come di consueto la sua vita lussuosa e spensierata. Potevano esistere altre sostanziali ragioni che inducessero Clare a volere il divorzio?

Forse esisteva una piccola possibilità che l’esseri ancora unita in matrimonio la coerciva nella sua libertà e ne soffriva? Ma forse la ragione era che aveva perso quell’anitra che fa` le uova d’oro. Dal mio rientro da Bangadlesh molte cose erano mutate, sicché aveva perso pure le possibilità di derubarmi.

Di una sola cosa ero certo. In qualche modo ero eretto nel bel mezzo del suo cammino, e la intralciavo, e questa era ragione sufficiente per la sua decisione finale.

In cuor mio ero amareggiato. Nel mio subcosciente esisteva ancora in me considerazioni per lei. Non è così facile cancellare la vita di quindici lunghi anni di matrimonio in un baleno. Il matrimonio, si voglia o no, crea durante la vita assieme forti legami che senz’altro ci influenzano, non è questo vero? Inconsciamente l’amore continua attraverso avversità e discordie. Penso nel mio caso che se non fosse esistito un minimo di bene, tutto sarebbe completamente finito prima.

Per breve tempo nacque in me il pensiero di approfittare con una agognata vendetta, rifiutando alla sua richiesta di divorzio.

Ma non lo feci, poiché vidi pure nascere una luce all’uscita del tunnel. Mi si presentava finalmente la possibilità che attendevo da molto che apriva la strada per ritornare al più presto tra le braccia di Joaninha.

Ma dove mai era ora la mia cara Joaninha? Avevo cercato di mettermi in contatto con lei sin dal giorno del mio primo ritorno, ma le mie lettere o telefonate rimasero senza risposta. Lettere ritornarono non lette, ed i miei tentativi di telefonarle furono vani poiché il suo numero telefonico era stato disconnesso. Forse si era trasferita in un’altra città. O forse era ritornata in Brasile. Quindi sentivo che con il passar del tempo quanto le mie possibilità di ritrovarla fossero minime.

                                                                                     *      *     *

 Due settimane più tardi mi imbattei in Margaret. Lei era da sempre la miglior amica di Clare. Pensai che con un po’ di astuzia sarei stato capace di venire a conoscenza di quanto fosse avvenuto a Clare e la ragione per cui lasciò in fretta e furia Brisbane.

Dopo i primi convenevoli marciai subito sul punto che volevo Margaret mi chiarisse.

Le dissi, ‘Ti invito a pranzo poiché` ho bisogno di alcune vitali informazioni da te. Ho bisogno di conoscere alcuni fatti che riguardano Clare. Devo prendere una importante decisione. Ho giusto ricevuto la sua richiesta di divorzio.’

Con quella domanda inaspettata creai curiosità in Margaret di conoscere come le cose si stavano svolgendo. Notai che era volenterosa di narrarmi quanto più sapeva di Clare.

 Incominciò il suo racconto con un pizzico di mistero, usando quella innata capacità teatrale di cui la sapevo capace sino da tempi lontani. Per mantenere la mia ansietà al massimo usava parole ambigue. Inizialmente ero incapace  di comprendere bene dove volesse giungere.

Poi, dopo un preambolo alquanto lungo si concentrò incominciando velocemente la sua lunga storia. Pensai bene di non interromperla con domande che avrebbero potuto distrarre il suo pensiero. Sapevo che Margaret tra tutti era l’unica che poteva chiarirmi i molti misteri che attorniavano l’ultimo periodo della vita della sua cara amica e la mia non più così adorata moglie.

 Entrò decisamente ai fatti salienti, ’Sin dall’inizio pensai che Bobby avesse poteri nel sapere dominare Clare. La vidi trasformarsi dalla sua abituale padronanza divenendo succube e del tutto infatuata del suo nuovo amico. Era risaputo nell’ambito di noi, amiche abituali, che Bobby possedeva poteri psichici e che sapeva usarli per trarne il massimo beneficio, ma sappi che Clare non fu l’unica a subire il potere che emanava.

Quanto ti racconto incominciò sin dal giorno in cui Bobby aprì il suo nuovo ‘Beauty Saloon’ in Surfers Paradise. Nel giro di alcune settimane quel luogo divenne il più popolare tra le donne appartenenti ad una certa categoria sociale che erano agiate abbastanza e capaci di spendere danaro per soddisfare tutte le mille curiosità ed esigenze che la frivolita` offriva loro, e Bobby, era ben capace a trarne profitto esercitando verso le loro, cupidigie e fascini sessuali, che ben presto divennero l’indiscusso soggetto sulle bocche di tutte quelle donne.

‘Bobby possedeva molte doti. Era frivolo, elegante, buon adulatore, con gusti raffinati. Forse presentava una bellezza un po troppo effeminata, ma piaceva a tutte e ci sapeva veramente fare con tutte le sue clienti che si affollavano attorno a lui. Insomma era senz’altro un Adone nato. Alto, biondo, con occhi lampeggianti, e per tutte sfoggiava parole audaci ed adulatrici mentre donava loro un sorriso accattivante. Ma come già dissi la sua dote maggiore era il modo con cui usava il suo magnetismo capace di accendere quell’invisibile scintilla elettrica di desiderio sessuale in quelle signore di mezza età. Le corteggiava senza pudore, apertamente, ed indiscretamente lanciava, ora a l’una ed ora all’altra, parole infuocate, e nello stesso tempo faceva loro comprendere che qualora lo desiderassero lui era disponibile. Con loro metteva ben in risalto le sue qualità mascoline, e quelle signorotte invaghite, se lo dividevano tra loro, gareggiando in premure e regali, pur di di averlo come amante anche per una sola notte. Dal canto suo, continuava gli amoreggiamenti e mutamente inviava un messaggio aperto e provocante, ‘Sono giovane, sono aitante e sono disponibile a chi mi vuole.’ Naturalmente quello era quanto quelle signore sognavano e se lo disputavano con sorrisi, bacetti nascosti, e tutte loro indiscutibilmente lo adoravano.

‘Bobby, spudoratamente continuava il suo gioco, flirtava con ognuna, ma ancor più usava di convincere quelle signore sposate, che sapeva bene che da tempo mancavano di avere al loro fianco quell’uomo capace di donar loro ripetute gioie sessuali. Le rendeva desiderose dei suoi pregiati servizi amorosi. Gare nacquero tra quelle matrone, per essere le prescelte, e di nascosto passavano a Bobby intriganti regalucci, sperando così di accattivare le sue grazie. Era un continuo mormorio sottovoce, mentre mercanteggiavano con lui, offrendogli danari ed a volte regali costosi pur di attrarlo dentro le loro alcove.

‘Posso ora apertamente concludere che Bobby era null’altro che un raffinato Gigolo. Aveva imparato bene l’arte di come far cadere quelle dame nella sua rete. Circolavano voci in giro sin dove la generosità che quelle donne per bene, era usata pagare pur di ottenere più volte le sue prestazioni amorose.

‘Mai potei spiegarmi, conoscendo Clare da molti anni, come fosse caduta così facilmente nella trappola tesale da Bobby.

‘Nei lunghi anni che fummo amiche, avevo avuto modo di conoscerla come una fredda pantera nel saper cacciare il suo uomo di piacere. Nel circolo in cui si viveva erano risapute le sue capacità di dominatrice sopra l’occasionale amante, e la sua destrezza di abbandonarlo subito dopo la salace notte amorosa. Per lei era divenuta un’arte il modo di accerchiare le sue vittime.  Naturalmente sapeva far conoscere a loro che lei era in comando e manteneva la dovuta distanza da coloro che si invaghivano di lei.

Forse ne sarai a conoscenza, Bill, ma posso ben dirtelo ora, Clare era insaziabile ed ebbe molte avventure amorose. Nelle sue conquiste mirava a quelli che appartenevano all’alta classe sociale.

Ragion per cui fui alquanto scioccata quando venni a conoscere che Clare si era invaghita di un Gigolo. Aveva ai suoi piedi dozzine di uomini desiderosi di darle ogni cosa avesse richiesto, unicamente per il piacere di amoreggiare assieme a lei per una notte.

Prima che si infatuasse del Gigolo, tra lo stretto circolo di amiche, esisteva unicamente l’ammirazione per la destrezza con cui Clare non si lasciava travolgere da infatuazioni verso i suoi ammiratori. Era risaputo il suo motto, che era divenuto proverbiale sulle bocche di tutte, ‘Una notte sola, con un amante, per godere l’amare.’

 ‘Poi, al prossimo mattino, non sentiva rimpianto. Diceva addio al suo bel Romeo con un ultimo bacio.  Era un taglio netto, ed in quel modo evitava ogni possibile conseguenza futura.

‘ Ma no! Non fu così per quanto riguardava Bobby. Si comportò stupidamente sin dal primo giorno. Era invaghita e dico pure svanita. Povera Clare! Navigava completamente al di fuori del suo usuale modo di agire con un uomo. E quanto più mi annoiava era il fatto che lei era prode del suo bel Bobby, e desiderava che gli altri sapessero che lui era divenuto il suo amoroso. Questo a parer mio, lo faceva per dimostrare al suo circolo di amiche che si era finalmente innamorata. Ma non durò a lungo quel modo giubilante. Accadde pure, più di una volta, ed io pure ero presente nel Salone, che sentii Clare che parlava eccitata ed in modo isterico con lui, di fronte a tutte quelle signore presenti. Rimostrava poiché la notte precedente, lui aveva preferito passar la sua notte assieme ad un’altra donna.

‘Non durò a lungo prima che il rumoreggiare di questo scandolo incominciò a  vagare da bocca a bocca nei vari circoli della città. Sentii apertamente condannare Clare per la sua indiscrezione. La criticavano per aver perso la sua calma usuale, e di essersi unita con un ragazzo alquanto più giovane di lei, e che  aveva la reputazione di un Don Giovanni.’

‘Posso dirti un’altra cosa incredibile. Clare si dimostrò terribilmente gelosa nei riguardi di Bobby. ‘Era divenuta insana, e nella sua insanita’ cercò di comperare l’esclusiva dei piaceri di Bobby. Raggiunse il limite dell’assurdo il giorno del venticinquesimo compleanno di Bobby. In quel giorno gli regalò una nuova Porsche. Fu criticata dai molti per quel regalo stravagante. Ma povera Clare! Mai poté comprare l’amore di Bobby.’

‘Clare aveva di certo perso il lume della ragione. Diverse volte cercai di farle comprendere che aveva oltrepassato ogni limite di decenza e che mai avrebbe posseduto il suo bel Bobby. Le chiesi di rinsavire prima che fosse troppo tardi. Ma lei menò la sua testa dicendomi no. Ben presto Bobby divenne il suo Satana. Pur di poterlo avere, anche per una notte sola, incominciò a dargli molto più di quanto le permettevano le sue condizioni finanziarie.’

‘Entro` oltre il limite della decenza e del buon senso. Ad una ad una le sue amiche incominciarono a lasciarla. Le arrivarono conti da pagare, per cose che gli aveva regalato, che erano quanto più grandi di quanto poteva permettersi. Le banche richiesero pagamenti immediati sui debiti accumulatisi sulle sue carte di credito.’

‘Fu da quel giorno che Bobby incominciò a distanziassi da Clare. Sprezzante, le fece sapere che la loro avventura amorosa era finita e ben seppellita. Clare chiese che gli restituisse quei regali di enorme valore e anche la Porshe. Bobby la guardò divertito e le rispose unicamente con una sonora risata di derisione.’

‘Clare divenne lo zimbello di tutti quelli che la conoscevano, ed alla fine Clare sparì dal circolo di amicizie nelle quali usava intrattenersi nella città.’

‘Qualcuno, mesi più tardi, mi disse di aver visto Clare in Sydney, ma io in tutto il tempo da quando Clare ha lasciato Brisbane non ho mai avuto sue notizie dirette. Forse si sarà nascosta in qualche angolo della città tenendo per se i segreti della sua nuova vita.’

‘Le tue notizie che ha chiesto il divorzio, mi lasciano perplessa. Penso che qualche cosa di drastico e’ avvenuto a lei, perché e’ sempre stata contraria ad una completa separazione da te. Mi auguro che il divorzio possa essere di mutuo beneficio per te e lei. Ma credimi, al momento penso molto più per la tua felicità. So’ quanto ultimamente tu abbia sofferto a causa del suo tradimento.  Mi auguro mi terrai informato di come le cose si evolveranno.’

                                                                        *        *       *

Published by carlogabbiwriter

Italian born, and living in Australia. I'm writing for the past 15 years in both Italian and English language. I pubblished my first book in USA and it's available with Amazon. I also wrote several long stories which are grouped under the name "A song of Love" and several other works available in my blog in Rosso Venexiano.

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