Cap. 3 – Parte 3 – Ritorno in Australia -Versione Italiana

 An Amazing Story Capitolo 3 Parte 3

Scritto da © Carlo Gabbi – Mer, 01/06/2011 – 00:50

Parte 3

 

Ci volle tempo, ma finalmente attraverso l’Ambasciata Brasiliana in Sacramento, dove Joaninha lavorava, ottenni il suo novo numero di telefono ed il suo indirizzo. La chiamai al prossimo sabato pomeriggio.

‘Sei veramente tu, Bill? Come può essere possibile? Pensavo che ti fosse successo il peggio. Lo sai che sono quasi cinque anni dall’ultima volta che ci vedemmo? Da allora ricevetti solamente tre brevi cartoline da non ricordo più quale posto esotico, e vi erano scarabocchiate solo poche parole.’

‘Lo so, e sono spiacente, Joaninha. Quelli sono paesi lontani che veramente appartengono ad un mondo diverso. Credimi, quella fu la ragione per cui non potei comunicare con te. Ritornai a casa dopo quattro anni di esilio in quella provincia del Bangladesh. Arrivai stanco nel corpo e nello spirito. Solamente ora sto ritornando me stesso col desiderio di vivere.’

‘Non ti abbiamo mai dimenticato, Bill, ed abbiamo sempre pregato il buon Dio per te. Finalmente ha udito le nostre preghiere.’

‘Dimmi Joaninha, com’è ora la tua vita? La mia è un rottame. Al mio ritorno a casa trovai che mia moglie se ne era andata portando con sé quanto di meglio avevo. Mi ha lasciato con un’infinità di debiti, ed ottenne pure un secondo mutuo sul mio nome. Ma tra tutti questi mali esiste pure una buona notizia. Sono sulla via di un divorzio. Finalmente mi sto liberando da lei.’

‘Mi dispiace per te, Bill. Ho avuto più fortunata di te. Finalmente ho trovato il mio uomo e mi ama pazzamente. È magnifico. Ed è pure sexy e ricco. Mi sento felice assieme a lui che mi sa donare quanto più desidero. In cambio mi chiede unicamente di amarlo e donargli il piacere del mio corpo. Naturalmente farlo è un piacere. Sono tutta sua. Per me Jack è l’uomo più sensuale che mai sia entrato nella mia vita. Non basta, ha perfino inventato nuovi modi nel fare all’amore, pur di eccitarmi. Cos’altro posso dirti di più? È insaziabile. In cose sessuali Jack a volte sembra un infatuato-maniaco… bah’, ma se anche lo fosse? Decisamente mi piace questo suo modo.’

‘Mi congratulo con te Joaninha, Ma dimmi come è la mia piccola Dolores?’

Penso che non la riconosceresti. È una donnina ora, sebbene non sia ancora sedicenne. Mi assomiglia quando anch’io avevo quell’età. Il suo corpo ha curve ben sinuose. Dovresti sentire i fischi dei ragazzi quando passa per la strada. Ha il seno ripieno e ben eretto e Dolores sa come fare per dar ancora più risalto alle sue bellezze fisiche. Fortunatamente sembra più interessata a dedicare il suo tempo allo studio che ai ragazzi che le ronzano in giro. Non è a casa ora, ma sappi che Dolores avrà piacere di parlare con te. Non ti ha mai dimenticato.’

‘Si, Joaninha. Telefonerò nuovamente presto. Tempo permettendolo penso di fare un salto in California tra qualche mese, Sei contenta?’

Dopo quella prima settimana divenne normale scambiarsi notizie ad intervalli regolari. Alcuni mesi più tardi Joaninha mi disse, ‘Sto soffrendo nausee in continuazione. Il dottore mi ha detto che sto aspettando dei gemelli. Purtroppo sono in una posizione innaturale nell’utero, ed il dottore mi ha consigliato prudenza nell’avere sesso. Ma Jack è testardo e la pensa a modo suo. Ripete che l’aver sesso li aiuta a muoversi nell’utero sicché fa bene a loro, e cresceranno più forti. Ma il mio fisico ne soffre mi sento continuamente esausta, e gli affari sessuali non mi dona più il piacere dei sensi. Ho chiesto a Jack di essere comprensivo e di lasciarmi riposare durante la notte. Ma lui non vuol capire quanto soffra. Testardamente pensa unicamente a sé stesso. Sono terrorizzata pensando che qualcosa possa succedere a quei piccoli babies non ancora nati. Desidero che lui comprenda e si moderi nelle sue richieste. Ma quando lo accenno, Jack sembra impazzito e non mi da retta. Quando mi penetra mi fa gridare dal dolore, ma lui insiste che le urla sono provocate dal raggiungimento dei piaceri amorosi.’

‘Senz’altro Jack è un maniaco sessuale, mia cara Joaninha. Perché non gli chiedi di sentire l’opinione del tuo dottore?’

‘Lo feci, ma Jack è testardo. Vede le cose a modo suo e non fa altro che ripetermi che il sesso e’ benefico per i nascituri. Ma sarò in pace per i prossimi due mesi. Domani Jack ritorna in Inghilterra per affari ed una visita alla sua famiglia.’

Purtroppo Jack ritornò entro breve tempo. Era preso da un continuo malumore poiché Joaninha era ora costretta a starsene a letto per lunghe ore e non poteva dargli quanto sesso volesse.

In quegli ultimi tre mesi scambiai rare parole con Joaninha. In compenso ebbi lunghe conversazioni con Dolores, e potemmo in questo modo consolidare il nostro vincolo affettivo.

Ritornò come ai tempi passati, e lei mi poneva mille domande, ansiosa di conoscere il mondo attorno a lei. Naturalmente, come tutti i giovani che stanno crescendo rapidamente, i suoi problemi principali erano riguardo la sessualità e il miglior modo di affrontarla. In un primo tempo considerai che l’argomento avesse più pertinenza se trattato con la madre, che come donna avrebbe potuto, in modo migliore, spiegare i sintomi della sensualità femminile, ma poi considerai pure in fatto che Joaninha al momento era relegata a letto, sicché alla fine decisi di aiutare Dolores.

Fu al principio delle nostre conversazioni che chiesi a Dolores cosa pensasse di Jack.

Ero preoccupato per il modo in cui agiva con Joanninha, e incominciavo a dubitare del suo buon senso e delle sue capacità umane.

Ebbi una risposta inattesa, mi disse, ’Jack ha una tremenda personalità. Chiunque viene a conoscerlo è attratto immediatamente dalle sue buone qualità. So’ che ama molto mia madre e che le dona tutto il suo affetto. Li vedo felici assieme.’

Ma le cose cambiarono dopo il ritorno di Jack dall’Inghilterra. Dolores Incominciò ad udire la madre piangere notti intere a causa delle continue richieste amorose di Jack. Ben presto divenne chiaro che non fosse più quel ben amato e paziente marito e padre. Era esigente nelle sue richieste di essere sodisfatto nei suoi piaceri sessuali, e si dimostrò insensibile ai dolori fisici della moglie. Jack era divenuto inumano e sfoggiava i veri colori del suo carattere bestiale. Dolores, durante i nostri colloqui notturni mi ripeteva ora quanto la madre soffrisse, e di come fosse stremata dal suo pianto continuo.

Dolores mi disse pure che Jack usava svegliare Juaninha nel bel mezzo della notte, e gridava e maltrattava la poveraccia, coercendola all’appagare ai suoi piaceri sessuali.

* * *

‘Uncle Bill. Ho paura per Mom. Devo assolutamente aiutarla per alleviare quanto più posso i suoi dolori. Sento che è mio dovere proteggerla da quel maniaco.’

Questa era divenuta l’apertura nei nostri colloqui serali.

Fu durante una di quelle ultime sere che parlai con Dolores che la trovai piu’ turbata del consueto. Tra noi ultimamente si era creata una grande confidenzialità ed era usata parlarmi apertamente di quanto le succedeva, mi disse ‘…fu ieri sera, mentre uscivo dalla doccia e frettolosamente, poiché nuda, mi affrettavo verso la mia camera per vestirmi. Trovai Jack che mi attendeva nel corridoio.

Penso era li ad attendermi da qualche tempo, e vedendomi nuda mi prese per un braccio, parlandomi affrettatamente, ‘Sei donna ora, Dolores. I tuoi seni si sono alquanto sviluppati e larghi quanto quelli di tua madre. Lo sai che mi piaci? Il tuo corpo è da modella e ben slanciato.’

Mi tratteneva con le sue robuste mani, e mi palpeggiava qui e li. Reagii brevemente, ma poi, te lo devo dire Uncle, sebbene la cosa fosse nuova ed inaspettata sentii desideri nascere in me…

Jack mi stava analizzando, mentre studiava il mio giovane corpo. Poi, prese un tono autoritario e mi disse, ‘Devi imparare a tenerti curata. Ripulisciti da quegli inutili peli. Sei una donna ora, quindi quei peli tagliali per essere più attraente. Vai da tua madre. Chiedile che ti insegni come devi fare.’

Quella confidenza mi preoccupò alquanto. Nasceva in me un presentimento di spiacevoli sorprese. Sicché chiesi a Dolores di essere alquanto prudente nei riguardi di Jack. Apertamente le dissi che lui presentava un pericolo verso lei. Ma Dolores innocentemente mi rispose, ‘No, Uncle Bill, non ti preoccupare. So che mio padre mi ama e mi rispetta.’

‘Ti prego, Dolores, Stai attenta. Vedo che Jack sta iniziando a sedurti. Per favore, sii prudente. Quando vai a dormire, chiudi la porta con la chiave. Mi potrò anche sbagliare, ma non mi fido di Jack.’

Dolores non comprese il mio allarme ed ignorò la gravità della situazione. Nella sua innocenza vedeva ancora Jack come il padre di cui abbisognava, quello che le era sempre mancato nella sua vita.

Ma io intuivo quale rischio Jack comportasse sull’innocenza della giovane vita di Dolores. Avevo capito quanti fossero i suoi appetiti sessuali, e che l’ambito famigliare e quella vicinanza lo potrebbero condurre oltre il limite della decenza.

Ma ancor più sapevo la mia impotenza nel proteggere quelle fragili donne. Non avevo alcun diritto legale con cui potessi intromettermi nella loro vita. Ero completamente al di fuori del loro ambito famigliare. Ero null’altro che un estraneo e nessuno avrebbe mai raccolto il mio grido di aiuto verso loro.

Era come lo stare a guardare un DVD, dove le figure si susseguivano in fronte ai miei occhi. Ero impotente di fermare la scena ad un certo punto, riavvolgere il capitolo non voluto, per poi ricominciare più avanti dove l’episodio era ritornato piacevole.

Cercai di rimanere in contatto con Dolores, ma ora apparentemente era sotto la sorveglianza del padrigno e non sempre poteva sempre rispondere alle mie chiamate telefoniche.

Cercai, ma invano, un modo di essere di aiuto a quelle donne lontane e non protette che per me erano molto più che solo amiche. Sentivo amore per loro.

Compresi come Jack usava il suo magnetismo nell’obbligare quelle donne ad essere schiave al suo volere.

Più e più nelle mie conversazioni con Dolores, capii quanto era difficile la loro situazione, e quanto Joaninha soffriva le pene dell’inferno.

Una tarda sera Dolores mi disse, ‘Moma sta perdendo le sue forze ed il volere di vivere. Si sta indebolendo sempre più. È succube di Jack, che è sempre più esigente. Lo sento gridare ogni notte svegliando mia madre. Esige sesso da lei. Sento di odiarlo! È un vigliacco. No, non e`, e non può essere mio padre…’

La sera seguente mi disse, ‘…mi ha chiesto di svestirmi in fronte a lui… Sembrava Satana. vidi l’immenso gonfiore nei suoi pantaloni… Mi rifiutai… mi prese con forza, mi levo’ le mutande e mi mise sul suo grembo… mi sculacciò. Mi fece male. Il mio sedere e ancora dolorante, rosso e gonfio, e vidi che lui era felice…’

Poi giungemmo alla nostra ultima conversazione. Erano le due del mattino In California. Si stava avendo il nostro colloquio usuale, ma repentinamente si interruppe, ‘…sento che si muove nella camera…non voglio che sappi che parlo con te, Uncle… No.…ok, sento che è tornato a letto.’

Poi vi fu una breve pausa, ‘Grida di nuovo, Uncle. Chiama mammà… dice che vuole sesso…ora… Mama dice che è stanca, che la lasci in pace, dice che sta male… È Jack che grida ora, “Puttana, dammi quel che mi devi… ORA!’

‘…Mammà sta` piangendo, la sento… è Jack di nuovo…la sta malmenando, la schiaffeggia… Mama e’ isterica…OH NO UNCLE… HO PAURA… LA VUOLE UCCIDERE!!! Vado… Mama ha bisogno di me…lo devo fermare…e’ matto…’

Sentii il telefono cadere senza essere agganciato. Udii grida nella distanza. Poi vi fu quiete assoluta. Ascoltavo se altri rumori attraverso il telefono mi potessero giungere, ma udivo solo un falso silenzio. Silenzio che non prometteva nulla di buono per quelle donne in California. Sapevo che là nella loro casa qualcosa di terribile stava avvenendo, e che loro non avrebbero potuto essere in pace, ed avere un sonno ristoratore.

Quella fu l’ultima volta che parlai con Dolores o sua madre.

Passarono giorni, forse un paio di settimane. Ai miei tentativi di chiamata ricevevo unicamente segnali che che la linea era ancora disconnessa.

Passò un’altra settimana. Poi qualcuno rispose alla mia chiamata. Era la voce irata di un uomo. Era Jack, era la voce del toro ferito che raucamente mi urlò, ‘…so bene chi sei. Sei null’altro che un bastardo. Sei l’artefice di tutto. Sono scappate dall’ospedale, lo sai? Joaninha aveva appena partorito. Tu sei quello che le ha aiutate a scappare. Vigliacco… Dimmi dove si nascondono. Non vuoi? Bene sappi che presto o tardi le troverò. Sappi che entrambe ritorneranno a me. SONO MIE HAI CAPITO? Comprendi cosa dico? Sono mie e di nessun altro. Loro sono solamente mie! Mi appartengono.’

Published by carlogabbiwriter

Italian born, and living in Australia. I'm writing for the past 15 years in both Italian and English language. I pubblished my first book in USA and it's available with Amazon. I also wrote several long stories which are grouped under the name "A song of Love" and several other works available in my blog in Rosso Venexiano.

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