Cap. 4 – Parte 4 – Dolores – Versione Italiana

Parte 4

~*~

 Son passati ormai due mesi dal giorno del mio arrivo in Sydney, ma sfortunatamente trovo che le cose sono alquanto diverse da come Mr., Brusco voleva farmi credere quando lo conobbi in Los Angeles. Trovai quanto tutto fosse differente da quanto promessomi allora.

Andai nel suo ufficio per protestare a riguardo della mia paga, alloggio ed il tipo di vita che trovavo erano inferiori a quanto mi fu offerto in Los Angeles al tempo che firmai il contratto di lavoro come ballerina. Mi rispose che ricevevo esattamente quanto promessomi e che io avevo convalidato con la mia firma. Mi disse di rileggere bene quei paragrafi scritti in piccoli caratteri tipografici, dove chiaramente era stabilito quali fossero le detrazioni sulla mia paga a riguardo del vitto ed alloggio.

Realizzai che le detrazioni erano eccessive e che al termine dei due anni di contratto che avevo stipulato, non sarei stata capace di racimolare altro che un misero risparmio di denaro appena sufficiente al mio ritorno in California.

Sono coinquilina con diverse giovani donne Sud-Americane che parlano i loro dialetti Ispanici e che conoscono ben poche parole in Inglese. Assieme viviamo in un’umile abitazione in Surry Hills, luogo che è relativamente vicino alla Stazione Centrale, ed è pure nelle vicinanze di Chinatown. Il sobborgo è rigurgitante di popolazione di razze miste sia per educazione come che per provenienza.

La padrona di questi appartamenti sembra sia imparentata con Mr. Brusco, e sembra pure che tra altre cose abbia pure l’incarico di controllarci con il suo occhio d’aquila. Ci tiene sotto una dura disciplina sia nella nostra vita comunale come pure a riguardo il nostro lavoro, ed appare che dia un resoconto giornaliero a Mr. Brusco nel modo in cui viviamo.

Fin dal giorno seguente al nostro arrivo, sono incominciate lunghe ore di stenuanti esercizi di danza e ginnastica in un vecchio teatro che si trova nelle vicinanze della Stazione Centrale e di Chinatown. I nostri esercizi di danza hanno inizio nelle prime ore del mattino e si protraggono sino al tardo pomeriggio.

Non ho avuto ancora tempo di visitare la città. Mi sento prigioniera in questa area in cui vivo e che e` l’unica parte della città che conosca, ma mi e` stato detto dalle altre ragazze che Sydney e`  una delle  più belle e moderne città del mondo.

Come dissi, noi ragazze siamo tenute sotto una stretta disciplina, ma ho sentito mormorare, da quelle che hanno iniziato la loro carriera di danzatrici l’anno scorso, che Mr. Brusco è preoccupato poiché sono avvenute due diserzioni recentemente dalla sua troupe di danza. Appare che molte ragazze desiderino andarsene, e sembra che esistano locali di trattenimenti notturni di danze, in altri luoghi della città dove e’ possibile ricevere una paga migliore.

                                                                 *          *          *

Andai a mangiare in un ristorante in Chinatown. È l’unico posto vicino a dove vivo che io conosca sia a buon mercato. Nel tavolo vicino al mio nel ristorante cinese, sedeva un magnifico ragazzo. Incominciammo a parlare assieme ed in breve tempo diventammo amici, e lo consolidammo con una stretta di mano e scambiando i nostri nomi. Lui è uno dei diversi studenti che provengono dai paesi asiatici che sono inscritti in una delle molte università disponibili qui nello stato del New South Wales.

Penso che fummo attratti l’un l’altro a causa della nostra solitudine. Parlando assieme, capii quanto anche lui sentisse nostalgia per la sua famiglia ed il suo paese lontano.

Io pure sento la mancanza come non mai di Mama e dei gemelli, anche se lei, durante l’ultimo anno che si visse assieme raramente ebbe una parola d’amore e di comprensione per me. Ultimamente mi sono chiesta diverse volte a quale paese delle Americhe appartenga. Sono forse gli Stati Uniti dove ho vissuto per anni, sono cresciuta ed ho avuto la mia educazione? Oppure è il Brasile, da dove i miei antennati provengono? Da quando sono giunta in Australia sento che il mio amore patrio è verso il Brasile. Quello è il paese in cui sogno di ritornare, e di vivere in Rio in un giorno futuro. So che il Brasile è l’unico che può offrirmi una vita più brillante. Brasile è null’altro che sinonimo di brio. Il Brasile e capace di offrirmi una vita piena ed intensa nelle sue favolose città, sulle spiagge e con la sua vita notturna.  Non vi è altro paese nel mondo dove esista un’altra Copacabana, con le sue spiagge piene di sole e affollate da migliaia di magnifiche ragazze in succinti bikini. Poi, e non lo posso negare, è pur vero che i miei nonni vivono ancora la. Sicché sento che ho diritto di appartenere a Rio. Quello è il luogo in cui ritornerò un giorno, qualora sarò ricca.

                                                                             *          *           *

Sono ritornata allo stesso ristorante in Chinatown e l’ho incontrato nuovamente. Ha un nome che come molti altri nomi Asiatici è impossibile pronunciare, sicché gli chiesi come generalmente viene chiamato in questo paese.

‘Non sei l’unica che ha questo problema. Chiamami Lee.’ Rispose.

‘Ti ho detto che sono Brasiliana?’

‘Pensavo lo fosti. È evidente dalla tua apparenza esuberante, e poi da quella carnagione…! Sei forse una modella?’

‘Quello è sempre stato il mio sogno, Lee. Sono venuta in Australia come ballerina. Stiamo ora facendo le ultime prove dei nostri balli, prima che saranno presentati al pubblico, con l’inizio della nuova stagione teatrale, Le nostre sono esibizioni di danze Latino-Americane.’

‘Se a quel tempo sarò ancora in Australia, verrò ad applaudirti. La mia tesi sarà in un mese di tempo. Dopodiché ritornerò in Indonesia, dove mio padre ha una catena di supermercati. Entrerò a far parte dell’ufficio legale della compagnia.’

‘Vedo che non hai bisogno di pensare per il tuo futuro. Io invece non so cosa aspettarmi dal mio domani. Ho trovato che il mio impresario mi ha fatto firmare un contratto che mi lega alla sua compagnia teatrale come una schiava, e mi sta pagando solamente un quarto di quanto fu stipulato inizialmente. Alle mie proteste mi rispose che quanto mi viene detratto sono unicamente costi che io devo rimborsare.’

‘Ti posso dare alcuni consigli, Dolores. Quanto fa è arbitrario. Le leggi di questo paese parlano ben chiaro. Ti consiglio di andare da lui e apertamente dirgli che hai parlato con il tuo avvocato. Digli pure che sei a conoscenza che lui non si attiene alle sue obbligazioni contrattuali, come ben dovrebbe un datore di lavoro. Digli che sei pronta a prendere azioni legali contro lui, allorché non ti risarcisca tutti gli arretrati della tua paga che ha trattenuto illegalmente. Se non è preparato a farlo, fagli sapere che sarà portato alla corte dal tuo legale e dove naturalmente sarà obbligato a pagare pure tutti i costi legali.’

‘Grazie mille, Lee. Sei veramente un caro amico. Mi stai donando fiducia sul mio futuro.’

‘Non c’è di che, Dolores. Ma dimmi piuttosto, cosa intendi fare al prossimo weekend? Mi hai detto che non conosci ancora la città. Se sei libera possiamo andare in un lungo giro e visitare i luoghi più caratteristici di Sydney. Sapesti quante belle cose vi sono da vedere e da godere.’

‘È un’offerta che non posso rifiutare. Grazie, Lee. Ti sono grata per tutte le tue premure.’

‘Va bene allora, ci incontreremo qui` il prossimo sabato mattina e come prima cosa faremo colazione assieme. Poi saremo assieme per tutto il resto del weekend, dandoci così tempo di esplorare quanto di meglio la città ha da offrire. Ti prometto che per quando arriverà il tempo di ritornare a casa, avrai avuto modo di ammirare molte cose all’intorno. Mi dicesti che coloro che visitano il Brasile vengono presi dalla frenesia del luogo. Ma credimi, in breve tempo imparerai ad amare nello stesso modo Sydney. Questa è una delle più belle città nel globo e la sua vita ebbe origine dalla sua magnifica insenatura. Qualora verrai ad apprezzare la vita di questa città, la sentirai pulsare entro le tue vene, e diverrai dipendente da essa, come lo puoi per l’effetto di una droga. Tutti coloro che vennero prima di te lo furono e così pure lo sarà la moltitudine di gente che verrà dopo di te.’

                                                                      *           *           *

Le sue promesse non furono inferiori a quanto mi aspettavo. Rimasi meravigliata nel trovare quanto bella fosse questa citta` sin dal momento in cui arrivammo a Circular Quay. L’insenatura del mare che forma la baia mi apparve immensa e maestosa. Poi quando vidi l’innumerevole numero di imbarcazioni che si inarpicavano leggermente sulle acque increspate dell’insenatura, nel loro sicuro navigare da riva a riva, sentii una gioia immensa in me. Da questo luogo avevo pure la possibilita` di ammirare la lunga ed elegante arcata del ponte, The Sydney Harbour Bridge, che attraversava le acque da riva a riva sino a congiungere North Shore sull’altra riva. Poi, mentre guardavo alla mia destra vidi le conchiglie dell’Opera House, altere, snelle, eleganti che furono capaci di togliermi il respiro, per il modo in cui si innalzavano slanciate al di sopra del mare in quel luogo che nel passato era sacro nella mitologia Aborigena. Girandomi ancor piu` sulla destra, e piu` distante, potevo  vedere una snella torre che si elevava elegantemente verso il cielo e che appariva come una lancia appuntita, pronta a prendere il volo.

 Trovai quanto tutto fosse magnifico intorno a me. Ero incantata, sognavo ad occhi aperti, ed ammiravo gli alti grattacieli che avevano l’ardire di rispecchiarsi sulle acque della baia. Poi corsi con lo sguardo lungo la baia stessa, sindove potevo vedere, in quel lontano indistino finire. Laggiu` vidi unicamente un punto non chiaro e solamente blu. La era dove, nella lontananza, il blu del cielo diveniva parte unica col blu delle acque. Era qui` dove quei blu si sposavano, si baciavano, mentre si univano, per formarte assieme, sempre laggiu`, sopra quelle sponde lontane, una complessa tonalita` nell’unirsi dei blue.

Vi era emozione in me. Era un sogno che stava diventando reale. Lo sentivo palpitare ed ero partecipe di questa magnitudine erculea che si trovava in fronte a me. Capivo che quella che vedevo era parte della creazione umana. Capivo pure che cercava di uguagliare, un’altra creazione, piu` silenziosa e che mi era attorno, mentre stava dando quegli ultimi prepotenti ritocchi di colori, che erano stati rubati dalla tavolazza dell’artista, e che ora si insinuavano, mescolandosi, con la bellezza del creato. Pensai che quello era il temerario tentativo umano, nel gareggiare con prepotenza, col desiderio di uguagliare quella che agli inizi era unicamente la creazione di Dio. Mi chiesi se fosse mai possibile che quel complesso lavoro umano, che mi stava allintorno, e che fu capace di essere creato in questo luogo, fosse li`, indulgente ed intento ad uguagliarere quanto di meglio fece il Dio creatore. Era mai tutto cio` possibile?

                                                                          *           *            *

Il tempo passato assieme a Lee fu piacevole e rilassante. Ci arrampicammo sopra le arcate dell’Harbour Bridge, e fummo pure in quel ristorante rotante che si trovava sulla cima di quella torre appuntita, che si innalzava arditamente tra le nuvole nel cielo. Solo da lassù era possibile ammirare il completo panorama della città che si trovava al di sotto.

La nostra domenica, fu pure alquanto rilassante.  Fummo al Taronga Zoo, e fu gioioso e piacevole nel vedere per la prima volte quegli animali tipicamente Australiani. Vidi diversi specie di Kangaroos, e fui attratta da quei graziosi Kaalas, che erano volenterosi di arrampicarsi sulle spalle dei visitatori. Fu nel tardo pomeriggio che ritornammo in città, navigando con il ferry lungo quella maestosa insenatura naturale che bagna tutta Sydney. Si era all’imbrunire, ed attorno a noi si erano create innumerevoli sfumature di turchino sino a formare il più scuro dei blue, mentre in quelle acque crespose si rispecchiavano tutte le luci colorate della città. Nelle acque si vedevano pure gli alti grattacieli che si rispecchiavano in fronte a noi, pavoneggiandosi della loro bellezza entro quelle acque scure e profonde. Questa vista mi fece sentire piccina e fui presa dall’emozione. Ma lo fui ancor più, quando a completare quella grandezza di splendori, vidi l’Opera House. Sotto le forti luci dei riflettori, imponente, regalmente si innalzava dalle acque, conchiglia dopo conchiglia, risaltando come rari e puri gioielli, nella sua piena visione di gloria e splendore. Una volta ancora la slanciata eleganza di quelle gigantesche conchiglie mi tolsero il respiro.

Fu in quella magnitudine di colori, risucchi delle acque, tremolii delle stelle al di sopra di noi, e tutto quanto ci circondava all’intorno, che io e Lee ci sentimmo attratti l’un l’altro, e ci baciammo. Non era il fatidico bacio d’amore. Per me era unicamente un bacio di gratitudine che donavo a Lee per ringraziarlo della sua immensa gentilezza. Penso che  se forse lo avessi conosciuto prima e più profondamente come uomo, lo avrei anche potuto amare. Mai come prima, di quel momento mi fui sentita attratta verso un uomo. Sentii che entro quella giovane donna, che io ero, esisteva una solitudine immensa e sentivo il bisogno di essere vicino a qualcuno gentile quanto era Lee. In me nacque così quella calda sensazione di necessità umana. Ero tensa, ero vibrante, e più che mai sentivo il desiderio di avere qualcuno come lui vicino a me. Erano istinti giovanili ma ben comprensibili. Desideravo, avevo bisogno di avere un contatto intimo con Lee. Lui mi capì. Sentivo che anche lui aveva altrettanto bisognoso di me. Così accettai di andare al suo appartamento, dove fummo liberi di esplorare i nostri corpi. Ci unimmo, desiderosi ed alla ricerca entro i nostri corpi di quel nodo di piaceri, che si concluse nel nostro connubio amoroso. Quella fu null’altro che la naturale conclusione di un magnifico weekend.

Quella era per me la prima volta che mi lasciavo andare completamente nell’essere assieme con un uomo. Prima non mi fu mai impossibile, poiché ero ancora scossa e titubante dopo le mie esperienze sessuali che avvennero un paio di anni prima, assieme a  colui che allora chiamavo padre.

Baciando ed avendo sesso con Lee si ristabilì in me la gioia e la felicità di essere capace di vivere ed amare nuovamente. Quello fu il mio modo di ringraziarlo, pe l’avermi donato quel prezioso dono, la gioia e la fiducia di sentire e gradire un uomo vicino a me. Durante quel weekend assieme, lui fu capace di aprire gli occhi della mia anima. Assieme a lui fui capace di ammirare tali magnifiche cose, e diventò possibile entrare in rapporti amorosi, poiché ero con chi mi era caro. Ero grata a lui per l’avermi condotta attraverso questa nuova città e che ora sentivo stava divenendo mia e nella quale ora vivevo. Lo ringraziai donandogli il mio corpo. Quello era un atto simbolico per esprimergli la mia gratitudine per il magnifico tempo che si aveva trascorso assieme.

                                                                             *          *         *

End Part 4

Published by carlogabbiwriter

Italian born, and living in Australia. I'm writing for the past 15 years in both Italian and English language. I pubblished my first book in USA and it's available with Amazon. I also wrote several long stories which are grouped under the name "A song of Love" and several other works available in my blog in Rosso Venexiano.

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