Chapter 5 – Part 1 – Un Nuovo Paese e una nuova vita – Versione Italiana

An Amazing Story Capitolo 5 Parte 1

Scritto da © Carlo Gabbi –

CAPITOLO CINQUE

UN NUOVO PAESE ED UNA NUOVA VITA

PARTE UNO

(Tratto dai diari di Dolores )

Successe ieri, dopo di che la mia vita cambiò , e prese una nuova direzione.

L’accettai, pensando che non vi potesse essere null’altra soluzione per realizzare le mie aspirazioni future. Fu questa la ragione per cui arrivai in Australia mesi orsono. Venni col desiderio di guadagnare un buon gruzzolo di danaro per poi ritornare a vivere in Brasile. Quel danaro sarebbe stato capace di modificare la mia vita e capace di appagare pienamente le mie necessità.

Durante questi ultimi mesi di vita alquanto difficile ho imparato che il danaro non è così facile da ottenere. La via per raggiungere il successo non è come l’autostrada che si imbocca ad alta velocità, capace di far raggiungere brevemente l’alto scalino della scala sociale in cui si desidera vivere. Occorre tempo, ed è necessario essere pazienti e lavorare duramente.

Vivo in una delle più belle e grandi città nel mondo. Vi giunsi come una giovane donna piena di speranze, in un mondo a me nuovo, dove sono sconosciuta a tutti.

 Ora, dopo diversi mesi che vivo qui, nulla è cambiato. Vivo tra la folla, e come al tempo del mio arrivo sono ancora la stessa sconosciuta. Vivo tra altri sconosciuti, i quali sono interessati ad altre cose, e non hanno tempo per chi è loro vicino. Pensano unicamente alla loro vita. Sembra che in questa città nessuno abbia tempo di pensare ai bisogni altrui. Tempo per dare un saluto o donare una gentilezza ad una ragazza come me, che desidera di avere vicino a se un’anima amica con cui comunicare con parole gentili e poter condividere, con qualcuno, la vita e l’amore.

Oggi, finalmente successe qualcosa che interruppe l’anello del silenzio. Era nel tardo mattino quando ricevetti un messaggio sul mio cellulare, ‘Contatta immediatamente Luis, re, il tuo portafoglio. chiama 2347 6548’   Il messaggio mi era stato inviato da una delle Model’s Agencies nelle quali avevo lasciato il mio portafoglio di fotografie.

Il mio cuore incominciò a palpitare in una corsa sfrenata. Mi sentivo piena di speranze ed eccitata, Certamente sarà un buon contratto di lavoro e  l’inizio di una nuova vita, pensai.

Pensai alle possibili domande che avrei ricevuto e mentalmente formulai le adatte risposte a questo Mr. Luis mi avrebbe posto durante l’intervista. Ero irrequieta ed in ansia, leggeri brividi mi percorrevano tutta e mi facevano tremare, ma cercai di controllarmi.

Chiamai immediatamente Mr. Luis il quale mi fissò un appuntamento al Bennalong Restaurant che si trova in Circular Quay, e gentilmente mi invito a cenare con lui.

Era un signore di mezza età, e certamente vestiva con eleganza e con un certo decoro, la sua   apparenza era aristocratica. Al nostro incontro, com’è costume Europeo del passato, si inchinò  baciandomi la mano. Usava una eloquente modo di parlare e inizialmente pensai che fosse Francese, ma poi, nella sua introduzione, mi disse che era Italiano e che i suoi affari erano in Milano. Mi informò  che veniva a Sydney pe gli ultimi trent’anni allorché era la stagione delle aste annuali delle lane Merinos che erano usate nella sua industria tessile.

Ricevetti da Mr. Luis l’invito, ‘Prego accomodati, Dolores. Ti stavo aspettando.’

Ma sentii che la sua voce era alterata. Aveva uno sguardo penetrante e mi stava scrutando attentamente in ogni singola curva del mio corpo. Ne ero turbata poiché quello era un modo non solo critico ma anche ambiguo, poiché si soffermava troppo a lungo su certi dettagli del mio corpo, quelle curve che più delineavano la mia bellezza femminile. Al principio mi sentii a disagio, non comprendendo il possibile motivo di tale interesse di me.

Poi disse, ‘Senz’altro sei la tipica donna Brasiliana ed ammetto sei pure molto bella. Dove vivi in Sydney? In questa città, sebbene sia cosmopolita, vivono ben pochi Brasiliani.’

‘Sono venuta a Sydney con una compagnia di balletti Sud-Americani. La città mi piacque e vi rimasi  in cerca di una carriera come modella. Questo è il motivo per cui accettare il suo invito a cena. Desidero conoscere quale sia la sua offerta di lavoro.’

‘Si, certo, Dolores. Parleremo di ciò dopo cena, in un luogo meno disturbato e con un buon bicchiere di vino di fronte a noi. Ma intanto spero ti piaccia il luogo. Questo è il miglior ristorante che serve pesce e frutti di mare in Sydney. Vengo qui sin dalla mia prima visita in questa città. Sono amico con il padrone del locale. Ci accumuna il fatto che entrambi amiamo l’arte. Egli ha sempre platonizzato giovani artisti e lascia esporre i loro lavori nelle stanze del ristorante. Naturalmente è astuto, poiché le novità delle esibizioni attraggono patroni, che vengono per l’arte e poi rimangono a cena. In questo modo, durante i molti anni, ha accresciuto la clientela e gli affari del ristorante.’

‘Devo ammettere che sono nuova della città e non conosco artisti locali. Ma sono amante della pittura e nel mio tempo libero ho visitato diverse volte la locale Art Gallery.’

‘Spero allora che avrai notato nell’Art Gallery i lavori di William Dobell. Egli è uno dei migliori della scuola moderna di pittori Australiani. Lo conobbi personalmente la seconda volta che venni a Sydney. Allora non era ancora il celebre artista d’oggi. Fu subito dopo che vinse il suo primo Archibald Prize che lo rese famoso, con il ritratto “The Man with the Strap”. Il suo ultimo lavoro celebre, che è pure un altro Archibald Prize, ma a venti anni di distanza dal primo, marca la netta differenza di stile che si è evolto nella sua pittura. Questa tela è “The Dame in Blue” che si trova in un’altra Art Gallery.

‘Conobbi William Dobell in questo stesso ristorante. L’ho trovato una persona semplice e molto amichevole. Quando lo conobbi teneva una esibizione dei suoi lavori in questo locale. Fu in quel giorno che comperai una delle sue tele, che adorna ora il mio salotto. Quel lavoro, oggi, vale ben più di dieci volte di quanto lo pagai allora.’

‘E` qualcosa che dovrò tenere in considerazione nel futuro, quando potrò permettermi il piacere di  comperare quadri come investimenti. Come oggi abbisogno di molte altre cose più importanti. Vivo miseramente in una camera in affitto senza alcun lusso.’ Risposi a Mr. Luis.

‘Mia cara Dolores. Solo alcuni hanno la fortuna di nascere ricchi. Ma se sai usare la tua intelligenza e lavorerai duramente, un giorno puoi essere benestante.’

‘Parlando di pittori, mi fa ricordare un ragazzo Brasiliano. Si chiamava Pedro, ed era due anni piu anziano di me. Si frequentava la stessa classe. Usava portare sempre con se un largo album da disegno, e matite colorate erano sempre nelle sue mani. Un giorno fece il mio ritratto e poi me lo regalò poiché il mio compleanno era alcuni giorni più tardi. Ho avuto modo di rivedere Pedro prima di lasciare gli Stati Uniti.

 Un giorno lessi su un giornale di Los Angeles che Pedro aveva una esibizione in una locale galleria. Andai là per curiosità ed ebbi modo cosi di incontrarlo nuovamente. Notai che usava forti colori nei suoi lavori, e mi piacquero. Nei suoi quadri si riflettevano le tipiche feste paesane che ben ricordo di aver visto nelle campagne nel Sud del Brasile. Credo che la vita là è rimasta immutata per gli ultimi cento anni. Mi piacerebbe di rivedere quei luoghi al mio ritorno in Brasile, penso che Pedro viva ancora là. Sono convinta che un giorno avrà un buon nome.

‘È piacevole vedere come una giovane donna sia interesse nell’arte. Il mio consiglio, per quando potrai nel futuro, è di comperare tele di giovani artisti promettenti, prima che diventino celebri. In quel modo avrai un miglior ritorno di quanto le banche possono offrirti.’

Mi sentivo confidente di come la nostra serata progrediva. Fu a quel punto, e molto ingenuamente che chiesi al mio ospite, ‘Quando mi parlerà della sfilata di mode e quando questa avrà luogo?’

Mr. Luis mi guardo`, sembrava irritato della mia richiesta. Capii allora che la parata di mode era unicamente un pretesto per attirarmi a quella cena. Capii di essere null’altro che l’oggetto del suo desiderio carnale. Lessi ora nel suo sguardo la cupidigia di possedermi. Senza dubbi, quella fu l’unica ragione per avermi vicina quella sera, e poi girare lo scenario rapidamente ed avermi sua, sessualmente. Lo vidi che stava volteggiando al di sopra di me come l’avvoltoio fa con la sua preda, ed in quello stesso modo cercava di accattivarmi. Quindi compresi che la parata di mode fosse null’altro che l’esca inventata per attirarmi vicino a lui. Lo aveva fatto per ammansirmi, dandomi lo zuccherino, e quando fossi ben pronta, come gran finale, invitarmi in un luogo che avrebbe presentato una ben differente passerella per la parata di mode. Sarebbe stato il mio corpo si, a fare le sfilate per lui, ma non ricoperto di sete e pizzi o magnifici indumenti intimi. Sarebbe stato l’esibizione della mia nudità per un’unica persona presente a quella sfilata, di piaceri per lui, e non di mode, per un pubblico rispettoso.

Negli ultimi mesi che ho vissuto in questa città ho avuto modo di imparare molte cose. Ora son ben lungi da essere ancora quella ragazza sempliciotta del passato e pronta a credere a tutte le fiabe che gente come Luis volessero raccontarmi. Compresi come Mr. Luis stava giocando. Lo faceva con me nel modo in cui il gatto usa farlo con il topo. Voleva ingannarmi con la sua finta onestà morale, ma alla fine si tradì con il suo sguardo, nel quale lessi la cupidigia di voler possedere il mio corpo. Lo vidi famelico e desiderante.

Finalmente parlò svelando i veri motivi per cui mi aveva invitato.

‘Sei una bella giovane donna, Dolores. Cinquecento dollari saranno tuoi se vieni con me. Ho in albergo una bottiglia di champagne che possiamo bere assieme.’

Dunque null’altro che quella era la ragione del suo invito. Era forse quello il suo modo usuale per accaparrarsi una giovane donna qualora viaggiava per affari?

Nel mio pensiero passarono velocemente mille pensieri. Era mai possibile che quelle Model’s Agencies usassero il loro nome come un bel frontespizio per procurare giovani e belle donne come preda sessuale a uomini danarosi?

 Se si, li avrei confrontati nell’indomani per sentire quale fossero le loro giustificazioni. Mai, prima di allora, mi sentii talmente imbarazzata per la mia ingenuità.  Ero stata tradita ed usurpata, in preda alla disperazione, ed ero enormemente spiacente di come le cose stavano andando.

Mi sentivo sola ed abbandonata da tutti, dal mio paese, da mia madre, ed ancor più soffrivo per la mia solitudine, senza poter dire che avessi un vero amico.

In me esistevano dubbi atroci.  Mi sentivo affranta e sola, e nella disperazione mi chiesi più volte perché mai non fossi ritornata in Brasile, allorché ricevetti quel danaro da Mr. Brusco. Ora non mi era più possibile. Nel mio conto bancario erano rimasti ben pochi dollari. Ero incapace di affrontare il futuro senza una solida fonte di guadagno.  Cosa mai il mio domani mi avrebbe potuto presentare?

Presa dallo sconforto incominciai silenziosamente a singhiozzare. Vidi che il mio ospite era ora palesemente imbarazzato nell’avermi invitato a cena. Forse pensava che fossi come molte altre, una ragazza di facili costumi, sicché non comprendeva la ragione del mio sconforto. Forse si rendeva conto di aver commesso uno sbaglio. Forse quello era il motivo per cui vidi un triste sorriso di scusa nel suo sguardo?

Mr. Luis, preso dall’imbarazzo in cui era precipitato, aveva chiamato il cameriere per pagare rapidamente il conto ed andarsene al più presto.

Lo fermai, mentre le lacrime mi rigavano il viso. Gli dissi, ‘Per favore, mi dia ancora un attimo ed un altro goccio di vino. Mi sentirò meglio al più presto.’

Poi, asciugandomi gli occhi, chiesi, ‘Ha detto cinquecento dollari ed una bottiglia di champagne nella sua camera in albergo?’

Sentii la mia voce porre la domanda, ma lo fu come detta da un’altra persona. Vidi un rapido guizzo nel suo sguardo. Compresi che era spiacente nell’aver fatto quella offerta, ma era pur sempre vivo il suo desiderio di possedermi.

‘Si, l’offerta è ancora valida.’  Disse brevemente.

Ritornammo al suo hotel. Bevvi di un fiato il primo bicchiere di spumante. Mi sentivo ora più audace e lasciai che mi svestisse. Certo, ci sapeva fare. Incominciò ben presto ad accarezzare i miei seni e ne divenne eccitato. Non lo trattenni e ben presto salì sopra di me. Poi raggiunse la conclusione rapidamente, ed eruppe in un noioso orgasmo. Non pretesi di aver gioito durante quell’amplesso sessuale. Mi recai subito dopo in bagno, feci una doccia, e ritornai nella stanza. Presi quelle banconote che aveva lasciate in bella vista vicino alla mia borsa.

Dissi buonanotte, e senza dargli il rituale bacio di addio, me ne andai.

L’ascensore mi condusse rapidamente nell’atrio dell’Hilton. Il portiere, come per suo dovere, chiamò un taxi e ritornai così alla mia misera camera in Surry Hills. Mi gettai sopra il letto senza svestirmi, e presto fui presa da un sonno letargico.

Fine parte 1

Published by carlogabbiwriter

Italian born, and living in Australia. I'm writing for the past 15 years in both Italian and English language. I pubblished my first book in USA and it's available with Amazon. I also wrote several long stories which are grouped under the name "A song of Love" and several other works available in my blog in Rosso Venexiano.

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