Chapter 5 Part 3 – A New Country and a New Life – Edizione Italiana

Parte 3

All’imbrunire mi recherò in Kings-Cross alla ricerca del luogo adatto ad iniziare la mia carriera come Hostess. Confesso che al momento sono terrificata di quali i risultati saranno, sebbene ugualmente sono incoraggiata per i risultati che ottenni nell’essere assieme all’uomo d’affari milanese, sono certa che il futuro mi riserverà simili buoni risultati.

Ho avuto modo di pensare cosa la vita di prostituta può offrirmi, e le ragioni per cui uomini siano spinti a pagare cifre enormi di denaro per ottenere un orgasmo. Giunsi alla conclusione che la causa di un orgasmo è unicamente la conclusione del processo. Alcuni uomini sentono il bisogno di unirsi ad un’altra donna poiché si sentono soli e insoddisfatti nella loro vita presente. Sono sospinti dal desiderio di sentirsi felici e cercare cosa non possono trovare tra le mura domestiche con le proprie mogli oppure nel loro lavoro giornaliero.

Ma il desiderio di felicità è pure in me. Tutti noi siamo soggetti a questo desiderio sebbene nessuno può pienamente raggiungere questo stato euforico, la ragione semplicemente è che la vera felicità non esiste.

Ho pensato a lungo riguardo questo mio nuovo lavoro, giungendo alla conclusione che il mio desiderio di diventare una… Sì, una di esse; al momento sono priva di coraggio di scrivere qui questa parola. La trovo cruda, degradante. Quando ero ancora giovane mi dissero che queste donne vivono all’infimo scalino della vita sociale. Tutt’oggi, nella promiscuità attuale, questo non che è più vero, previsto che questi sia in comando di se stesso e che sappia cosa valentemente vuole ottenere e per quanto a lungo. Personalmente io desidero ciò solo per un tempo relativamente breve.

Quanto esiste nel mio pensiero è “Sarò costretta a perdere qualcosa se seguo questa via per un periodo di tempo? Perderò io il mio onore, dignità e rispetto di me stessa? Pensandoci bene ho io mai posseduto tutto ciò? Vivo sola e nessuno che mi ami mi è vicino. Fino ad ora ho sempre camminato sulla strada sbagliata. Credo sia tempo che lasci il destino condurmi lungo la via.”

Sono attorniata da gente che non conosco, e ammetto che sono spaventata al pensiero di divenire una prostituta, ma lo sono ormai sin da quella notte che accettai denaro per i piaceri del mio corpo. Ugualmente dentro di me mi sento non mi sento diversa di prima. Al momento mi sento euforica, e eccitata. L’adrenalina scorre rapidamente nel mio sangue, dando vigore al mio corpo.

Devo dimenticare tutti quei principi religiosi che mi furono insegnati da ragazza, devo entrare entro un diverso atteggiamento e pensare unicamente ai vantaggi materiali che la nuova professione mi procurerà e di non sentirmi diminuita da questo.

Recentemente alla libreria locale ebbi modo di leggere IL PRINCIPE scritto da Macchiavelli nel XVI secolo. Scrisse allora un codice di etica che governanti di allora dovessero seguire, e credo che tali principi siano ancora validi al giorno d’oggi. Sommariamente le teorie di Macchiavelli di allora dicevano: “Il fine giustifica i mezzi” ossia, che i risultati ottenuti sono una buona ragione indipendente dai mezzi usati. Approvo tutto ciò, quindi il denaro che guadagnerò in prostituzione sarà ovviamente giustificato. In questo modo sarà null’altro che l’utensile per allontanarsi dalla schiavitù della povertà e ricevere in cambio potere e rispettabilità nel futuro, l mio rientro in Brasile.

~*~

Kings-Cross è meglio riconosciuta dai locali, come quell’area cittadina che si congiunge a Darlinghurst. Questo sobborgo cittadino, nel passato, è stato imbrattato da scandoli e corruzioni, mentre guerre erano continue per il dominio della prostituzione locale ed altri innumerevoli affari illegali ben noti nel luogo. Questo è un male comune che si trova in varie larghe citta nel mondo e abbisogna di una ristretta area cittadina per un rapido sviluppo. La fama del Cross è ben conosciuta dalla gente locale come pure dai molti turisti che continuamente affollano le strade locali alla ricerca attraverso le vie della “Mecca del Peccato.”

Questo era il punto ideale per me per trovare il posto adatto dove iniziare la mia nuova attività. Al mio arrivo a Kings-Cross nel pomeriggio, come prima cosa camminai lentamente lungo la strada principale, su ambo i lati, memorizzando i posti in cui potessi iniziare il mio nuovo lavoro. Studiai le luci colorate al neon, poste al di sopra degli edifici, che indicavano i club notturni, i quali per la maggioranza erano situati al piano superiore,

Luci al neon erano ovunque, rendendo la strada sottostante multicolore e all’ingresso dei clubs  vi era un portiere che invitava i passanti per il prossimo spettacolo di striptease, che al loro parere avrebbe incominciato al più presto. Volantini con fotografie in colori sgargianti, di ragazze in succinti costumi che danzavano sopra un palo, in attitudini seducenti, erano passate al viandante per invogliarlo a partecipare, al piano superiore, al prossimo spettacolo notturno, e far parte così all’intossicante vita notturna del luogo.

Venni presa dall’ansia alla ricerca di quale di questi innumerevoli luoghi di peccato avrei iniziato le mie ricerche di lavoro e alla fine questa mi apparve con chiarezza. Le grandi lettere in un neon rosso parlavano chiaramente, annunciandolo. Per scaramanzia incrociai le dita della mia mano, prima di attraversare la strada e avventurarmi al piano superiore.

THE BRAZIL era il titolo principale che metteva in risalto il nome del locale, mentre la parte rimanente della pubblicità era decorato con palme e esotiche ragazze in bikini che danzavano allegramente per i visitatori. Sentii di essere giunta a destinazione ed ero speranzosa che in questo luogo avrei trovato qualche volenterosa giovane Brasiliana volenterosa di aiutarmi nel mio primo approccio nella nuova vita.

Il locale, in quelle prime ore serali, era ancora chiuso al pubblico. Ugualmente mi avventurai al piano superiore ove la stanza maggiore del club era ancora in semioscurità con unicamente accesi un paio di luci al neon.  Vi era un unico uomo, alquanto indaffarato, intento a riordinare il luogo, e riempiendo con bottiglie i vari frigoriferi nell’area del bar.

Mi vide, ma continuò silenziosamente il suo lavoro, e inviando di tanto in tanto, verso la mia direzione, uno sguardo fugace. Sedetti sopra un alto sgabello di fronte al bar, ma quell’uomo continuò ad ignorarmi.

Certamente quello era un tempo non usuale per ricevere clienti, e con certezza quell’uomo sapeva il motivo per cui ero venuta. Mi tenne in quel modo, sospesa in quel limbo, con una finale intenzione, di studiare cosa avrei fatto. Probabilmente, molte giovani ragazze come me, venivano qui regolarmente alla ricerca di un posto di lavoro.  Ugualmente trovai deplorevole questo suo atteggiamento verso di me, ma poi considerai che normalmente molte giovani donne come me si presentano in quel luogo alla ricerca di quella posizione ambigua ma profittevole.

Da tempo attendevo da parte di quell’uomo che mi ponesse le prime domande, e questo suo modo di tenermi in sospeso mi rendeva vulnerabile e insicura. Sarebbe mai venuto al più presto da me? Accesi una sigaretta e nel fumo cercai una quiete fittizia. Sapevo che l’attendere troppo a lungo avrebbe provocato panico in me e alla fine sarei fuggita. Era forse quanto quell’uomo voleva da me?

Penso che molte altre donne non sarebbero rimaste così a lungo in quel luogo semioscuro e prese dal panico se ne sarebbero andate alla ricerca di un luogo migliore. Ma io sentii la ragione per cui dovevo attendere. Assolutamente dovevo avere da lui risposte alle mie domande.

Mi ero abituata ora a quella semi oscurità e potevo intravvedere le cose che mi circondavano. Notai un gruppo di tavoli disposti in semicerchio che fronteggiavano il luogo delle danze, e più lontano, seguendo il muro perimetrale vidi che vi erano posti diversi soffici divani che dominavano la linea del palco su cui le capaci danzatrici che danzavano seminude ai pali.

Finalmente quell’uomo trovò tempo per raggiungere il bar, continuando nelle sue pulizie e ponendo bicchieri lasciati dalla notte precedente entro la lavatrice.

“Cerco lavoro.” Gli dissi.

“Se vuoi lavorare devi comprovare che hai un Visto valido dal Dipartimento di Immigrazione.” Rispose senza alzare il suo sguardo verso di me.

Presi il mio passaporto e lo presentai a lui con ben in vista il timbro rosso che comprovava ciò. Guardò con approvazione, e alla fine si rivolse a me più gentilmente e incominciò   ad analizzare la mia persona,

“Hai alcuna esperienza su questo lavoro?”

Non avevo una risposta pronta. Esitai per un attimo, cercando una risposta plausibile. Se avessi risposto positivamente mi avrebbe chiesto dove, mentre dicendo no, potrebbe negarmi un lavoro, dicendomi che cercava unicamente donne con una certa esperienza.

“Mi sto graduando alla Università locale e devo scrivere a riguardo di questo tratto di vita.”

La sua incredulità era evidente a quanto dissi e mi rispose, “Prima che prendi una decisione nella scelta di questo lavoro e meglio che tu parli al riguardo con alcune Hostesses e esse potranno rispondere a tutte le domande che avrai per loro. Tra queste vi sono tre Brasiliane che d tempo lavorano per noi. Se poi intendi iniziare nella posizione di Hostess, potremo più tardi completare questa nostra discussione. Dirò a una di loro che ti raggiungi e che sia sincera con te.”

Fu a quel tempo serale che quelle donne incominciarono ad affollare il locale. Vidi il mio uomo parlottare con un paio di esse e indicarmi al tavolo a cui sedevo.  Apparentemente quelle donne rifiutarono di parlare con me e si distaccarono su un altro tavolo.

Era ancora presto per i clienti abituali. Questo mi diede tempo per studiare il loro modo di fare sin dal momento in cui entravano e si avvicinavano alle Hostesses.  La maggioranza di queste giovani donne apparivano gentili e vestite appropriatamente come donne decorose. Buona parte di esse apparivano provenienti da diversi paesi asiatici. Notai alcune provenienti dalle Filippine ed altre ancora dall’Indonesia, ma riconobbi pure tra esse un paio di donne che marcatamente avevano l’apparenza delle isole Hawaiane.  Le provenienti dall’Amarica Latina erano pure in buon numero, e le poche altre erano senz’altro di provenienza europea. Fui rallegrata dal fatto che la loro apparenza non fosse offensiva e appartenenti ad un grado infimo come le prostitute di strada. Forse quella era una regola imposta dal locale per creare una più raffinata atmosfera.

La clientela era abbastanza di buon aspetto e appartenenti alla migliore classe sociale locale che creava la giusta atmosfera condivisa tra patroni del locale e le sexy hostess che qui lavoravano e facilmente potevano essere scambiate per donne migliori, ben educate e capaci di invogliare quei giovani nei migliori desideri sessuali.

~*~        

Published by carlogabbiwriter

Italian born, and living in Australia. I'm writing for the past 15 years in both Italian and English language. I pubblished my first book in USA and it's available with Amazon. I also wrote several long stories which are grouped under the name "A song of Love" and several other works available in my blog in Rosso Venexiano.

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