Cap. 5 – Parte 5 – A New Country and a New Life- Versione Italiana

Parte 5

Mentre Mark serviva i clienti al bancone del bar, nello stesso tempo rispondeva alle innumerevoli domande di quel gruppo di patroni che desideravano informazioni a riguardo di alcune Hostesses che lavoravano nel club. Usualmente richiedevano da dove tale giovane donna proveniva, e quanto popolare fosse tra la clientela e pure quanto capace fosse nel concedere i loro piaceri. A queste informazioni Mark rispondeva con la maggiore confidenzialità, mormorando a loro le risposte desiderate con la massima segretezza. Nessuno meglio di lui sapeva divulgare tali segreti e in grado di accrescere l’interesse per tale ragazza. Mark era maestro nel sapere divulgare tale benefica informazione e saper accrescere l’attenzione del cliente verso una delle ragazze che lavoravano al club, e in quel modo aumentare il suo giro di affari alla fine della giornata.

I clienti regolari rispettavano il giudizio espresso da Mark, qualora esistessero incertezze su chi scegliere, se la loro abituale Hostess non fosse al Brazil quella sera. Con il giudizio di Mark erano certi di trovare la miglior sostituta capace di donar loro la gioia amorosa desiderata, e fiduciosi, dopo tale informazione, andavano ad unirsi con la prescelta invitandole a unirsi e bere un bicchiere assieme, una bibita tropicale per lei, e una bevanda alcoolica per l’uomo.

Dopo quello scambio di notizie, Mark teneva d’occhio la nuova coppia per esser certo di come l’arrangiata unione amorosa e l’iniziale conversazione avvenisse entro il parametro da lui stabiliti per la buona riuscita, con la finale domanda del gentiluomo di andare assieme all’Hotel stabilito e concludere nel modo stabilito dall’astuto maestro dei giochi amorosi che era Mark.  

Quello era il semplice modo che Mark aveva descritto a Dolores di come le cose si sarebbero susseguite, come egli le aveva elencate a lei nei minimi dettagli. L’approccio, il bere assieme, seguito dalla danza con il necessario contatto dei loro corpi e la finale richiesta di andare assieme ad un Hotel stabilito, dove sarebbe seguito un breve connubio amoroso, dopo lo scambio di alcuni dollari pattuiti tra i due, poi la finale separazione con un breve bacio. Come ultima cosa il di lei ritorno al Brazil, dove Mark prenderebbe nota che tutto aveva seguito la logica prestabilita, approvata da parte sua con l’offerta di una bevanda di succhi di frutta. Seguirebbe un finale tentativo dell’Hostess di accompagnarsi con un nuovo cliente, e, completata la serata al Brazil, il ritorno alla propria abitazione nelle prime ore del mattino.

~*~

Dolores, dal suo tavolo aveva modo di seguire il comportamento di tutte le altre ragazze, osservare il modo ritmico che si muovevano, e la precisione con cui si accattivavano il loro cliente serale. Appurò e ritenne nella sua memoria ogni singolo gesto di esse, il loro sorriso galeotto, e ogni battito di ciglia. Capì che doveva essere svelta e scaltra ed imparare prontamente quei piccoli segreti per essere in quel modo capace di divenire nel più breve tempo possibile una delle migliori nel gruppo di Hostesses che lavoravano al Brazil.

Le piaceva far parte a quella vita notturna, ripiena di musica, danze e giochi piacevoli. Realizzò che quei uomini galanti gioivano nell’essere accompagnati da giovani e piacevoli donne, sebbene non poteva predire sino a quale punto fosse il piacere fisico da loro raggiunto. Era mai possibile che tale vita facesse parte del loro modo di amare, null’altro che uno scambio fisico di piaceri tra loro? Era ciò possibile e reale?

L’inesperienza di Dolores le fece dubitare che questo fatto fosse possibile. Pensò che senza amore reale e attrazione fisica, tutto sarebbe naufragato al più presto. È impossibile amare ed essere amata nel breve giro di tempo concesso e l’essere assieme ad uno sconosciuto.

Sussurrò a sé stessa: “Per lo meno spero che l’uomo a cui mi unirò sia piacente nel fisico, anche se non necessariamente bello. Spero pure che sappi parlare e sappi dirmi cose leggere e piacevoli.”  

Notò che quella sera presenti al club, solo alcuni di essi erano di suo gradimento.  Il Brazil, a quella tarda ora aveva raggiunto una vita briosa e piacevole, e il luogo era frastornato con musiche e molte coppie danzavano al ritmo di esse. Notò pure come altre coppie, ritornavano ai loro tavoli tenendosi stretti, mano in mano. Le sembrò incredibile che nel breve tempo assieme si fosse creata tra loro quella alchimia con il cavaliere ormai pronto per l’approccio finale e chiedere alla sua dama di lasciare assieme il club.

~*~

Dolores era ora presa dall’ansia pensando che ancora nessun uomo l’avesse notata. Nessuno era venuto al suo tavolo a chiedere di bere assieme o di danzare con lui. Era forse lei che doveva invogliare l’uomo ad essere assieme? Non sapeva nulla in riguardo. Quella era la sua prima sera che sedeva a quel tavolo del club, e era troppo nuova del luogo per sentirsi a suo agio, minuscola tra tutta quell’umanità.

Sentiva di non essere lei a condurre il primo approccio, “È molto meglio che attenda che lui lo faccia. Dopotutto io sono la donna, quindi attenderò per una sua prima parola.”   

Ugualmente aveva notato che questa non era la norma stabilita al Brazil, dove questa regola non era seguita. Erano le donne invece coloro che si muovevano liberamente da tavolo a tavolo cercando di accattivarsi l’attenzione di qualche aitante cavaliere, mentre sfoggiavano per loro sorrisi invitanti. Ma questo modo non era per lei, perlomeno nella sua prima sera di noviziato.

Dolores desiderava poter bere ora un bicchiere di spumante. Ricordò bene quanto fosse stato benefico e euforico, quando l’affarista milanese le offrì quel primo calice di champagne, era un vero piacere sentire scendere nella gola quella pregiata bevanda… “Forse non verrà nessuno, e mi sento apprensiva, forse l’essere qui è tutto invano… forse…”  

“Ho bisogno di bere…” Dolores continuava a ripetere a sé stessa.

Inaspettatamente una voce domandò: “Posso offrire di bere assieme?”

Dolores venne presa dalla sorpresa, e non pronta alzò lo sguardo e vide davanti a lei un uomo magnifico non ancora trentenne e immediatamente capì che era l’uomo voluto. Era nel modo in cui lei aveva desiderato il suo primo cliente. Sapeva che se lo avesse incontrato casualmente in un bar cittadino, avrebbe gradito di esserle amica e accettare di bere assieme un caffè.

Al momento si sentì imbarazzata, e un calore le salì al viso, ma gli sorrise con piacere accettando la sua offerta. Conosceva bene cosa l’accettare l’offerta avrebbe implicato, ma non le importava quali fossero state le conseguenze. Bere assieme a lui sarebbe la sua finale risposta a quale sarebbe il suo futuro, null’altro che l’inizio della sua nuova professione come prostituta. Il bere assieme avrebbe posto termine alla sua vita presente e avrebbe aperto per lei una nuova via, e la giovane innocente donna in lei avrebbe cessato di esistere. Dopo quel casuale incontro diverrebbe una donna differente che solamente una settimana prima non avrebbe mai voluto essere. Si trovava nelle mani del destino e volenterosamente si lasciò trascinare entro quella nuova esistenza.

Poi tutto seguì nel modo previsto da Mark.

Il bere assieme, una breve conversazione, … cosa fai? … sono un commerciate, e muovo continuamente da un luogo ad un altro… Sei tu forse Brasiliana? Un giorno mi auguro di poter essere in Rio per il carnevale… Adoro la Samba e il modo indiavolato che le donne locali sanno ballare… riconosco che sei molto bella…

Tutto era parte del primo scambio di convenevoli, ma ugualmente Dolores aveva perso il controllo su sé stessa. Arrossiva nel sentirlo parlare sottovoce e rivolgere a lei i suoi complimenti, era pure lusingata e li accettava con un sorriso sulle sue labbra.

Ballarono assieme e Dolores notò con piacere il suo profumo mascolino. Intuì chel’essere assieme ad altri non sempre sarebbe così piacevole, ma che avrebbe ugualmente accettato uomini meno piacenti nel corso della sua professione.

Trovò che le piaceva danzare con il nuovo amico mentre il suo profumo la inondò nuovamente, era un profumo dolce-acre, e le piacque quella mescolanza di un dopo barba mescolato con il suo sudore. Disse che il suo nome era Frank. E a Dolores piacque l’essere con lui. Il danzare era da sempre stata parte della sua vita, e desiderava poter danzare assieme a lui per il resto della serata. Fu a quel punto che intercettò lo sguardo di Mark che dal lontano bancone le indicava che era tempo di volgere alla nuova fase.

Ritornarono al tavolo, bevvero nuovamente, e Mark da lontano fece capire di proseguire più rapidamente. Il tempo dovuto ai preamboli era concluso e Dolores silenziosamente accettò il suo ordine, si avvicinò al suo accompagnatore facendogli così conoscere la morbidezza dl suo corpo. Aveva ben imparato tutto ciò osservando come le altre Hostesses facevano assieme ai loro clienti, e fu capace di inviare a Frank il suo desiderio di essere posseduta e lui prontamente chiese di andarsene assieme al suo Hotel.

Tutto era avvenuto nel semplice modo che Mark aveva elencato a Dolores. Ricevette la somma pattuita prima di concedere a Frank il suo corpo. Dalla loro unione carnale Dolores ricevette unicamente un minimo piacere sebbene gli piacesse come uomo. Pensò che per una totale soddisfazione il tempo assieme era insufficiente, e lei avrebbe gradito poter essere assieme a lui la notte intera. Purtroppo quelle erano le regole impostagli da Mark per far parte del gruppo di Hostesses, null’altro che un puro giro di affari e tutto doveva essere completato nel minimo tempo possibile. Lui venne rumorosamente e fu compiaciuto quando raggiunse il suo completo piacere. Dolores si sentì spiacente al termine del tempo allocatagli da Mark per il loro attimo amoroso, e di dover ritornare al più presto al Brazil.

A questo punto Dolores si sentì priva di un proprio volere e di essere completamente una differente persona. Avrebbe preferito ritornarsene a casa ma aveva l’obbligo di ritornare al Brazil poiché doveva confermare a Mark che tutto era stato eseguito nl modo prescritto.

~*~

A quella tarda ora non molti clienti erano ancora al Brazil. L’aria del locale era fortemente impregnata dal fumo di sigarette, e una delle stripper stava creando un nuovo atto al palo cercando di riaccendere l’interesse tra la clientela, ma questi erano alquanto disinteressati, intenti a parlare tra loro e bere assieme dai semipieni bicchieri di birra.

La stripper era alquanto capace e roteava al palo, esibendo il suo corpo avvenente agli spettatori. Lentamente rimosse i lunghi guanti, e con noncuranza gettò uno di questi al più vicino spettatore. Quello fu il punto culminante capace a creare il desiderato interesse nel suo spettacolo e superbamente fu capace di accendere la scintilla necessaria per attirare l’attenzione tra i rimanenti.

L’uomo colpito con il guanto, con voce accentuata disse alla danzatrice, “Ti voglio nuda in fronte a noi.”

Lei capì di aver raggiunto l’interesse voluto da parte dei presenti, e sorridendo loro, inviò in ritorno un lungo bacio sulla punta della sua mano. Poi, in modo accattivante, incominciò a rimuovere dal suo corpo i minuscoli indumenti che la ricoprivano, sinché indossava unicamente il minuscolo triangolo del suo bikini.

Fu a quel punto che la stessa voce impunemente salì al di sopra delle altre chiedendo, “Fallo ora e getta a me il tuo bikini.”

Seducentemente e con gran bravura, la stripper, in movimenti lenti, incominciò il finale spogliarello, indicando al pubblico, con l’indice della sua mano, la rosa tatuata che era sopra il suo seno e prese tra le dita il capezzolo martoriandolo per il piacere.   

L’atto aveva accattivato tutto il pubblico, e l’eccitamento era completo, e tutti la seguivano con mugolii di piacere, ed in unisono gridavano, “Ti vogliamo completamente nuda… ora…”

Mentre l’uomo che aveva accettato il suo guanto, con la sua voce profonda e convincente le diceva, “Ti darò molte rose in cambio del tuo corpo.”

La seduttrice sapeva che il pubblico era tutto per lei e rivolgendosi al suo primo interlocutore gli sorrise e con il solo movimento delle labbra rispose: “Ti amo pure.”

Ritornò al suo atto, e incominciò a allentare il nodo dei suoi bikini, facendo capire loro che stava donando a loro tutte le acclamate bellezze del suo corpo. Stava ora creando un gran finale e con movimenti armoniosi, e gli occhi semichiusi, concedeva loro tale dolce indulgenza.

L’udienza si era ammutolita, in attesa, pronti al brivido finale di un comune godimento qualora quel minuscolo indumento sarebbe sceso sul pavimento, lasciandola completamente nuda in fronte a loro. Con perfezione, mentre il bikini cadeva verso il suolo la sua mano salì a ricoprire parte della sua lussuria, quanto bastava per ricoprire quel piccolo tratto della sua nudità… Rimase in quel modo immobile, innanzi al pubblico applaudente, apparendo loro come una nuova Venere sorgente dall’oceano… La nostra stripper aveva raggiunto il culmine della gloria, nascondendo alla vista quel poco che le era concesso e lasciando il resto all’immaginazione dell’udienza che a questo punto vedevano in lei la completa immagine della Dea. Quella fu una completa e superba esibizione a conclusione della sua esibizione. A quel momento le luci della ribalta incominciarono a diminuire di intensità sinché alla fine si era creata una quasi completa oscurità, dando tempo a lei di ritirarsi al di dietro delle tende poste al di sopra del palco.

~*~

Ritornò alcuni minuti più tardi al suo pubblico applaudente, e si presentò loro senza il reggipetto e andò vicino all’uomo che ancora teneva tra le sue mani uno dei guanti che gli aveva gettato. Lo baciò sulle labbra dicendo “Desidero offrirti da bere, ma desidero che tu beva nel modo che ti indicherò, dopodiché, se tu lo desideri, sarò tua per il resto della serata. Considera bene le condizioni che ti impongo in questo gioco. Devi bere senza che le tue mani sorreggano il bicchiere e lo portino alle tue labbra. Accetti le mie richieste?

“Pur di averti accetto qualsiasi condizione tu mi imponi.” Felicemente quell’uomo rispose.

Dopodiché lei si sdraiò con la schiena sopra il tavolo e mise il bicchiere contenente il liquore sopra il suo petto, dove il tatuaggio con la rosa incominciava e che finiva al centro del capezzolo duro e eretto.

Ordinò al suo uomo: “Tieni le mani dietro la schiena e bevi.”

L’amante accettò l’invito di bere in tale precaria posizione usando unicamente le sue labbra per tener saldo il bicchiere. Quel gioco creato dall’immaginazione della stripper si gemerò entro un gioco di bravura da parte del contendente mentre il desiderio di ognuno degli spettatori era a quel punto di essere il prescelto contendente. Ora quel gruppo di uomini esclamava con un unico corale di approvazione, mentre guidavano con risa e soffocati gridolini il fortunato che faceva parte del gioco. Il tentativo di bere in tale condizione ben fallì e il liquore si riversò sul seno della donna, e al contendente non rimase altra alternativa che usare la sua lingua per leccare quel liquido dorato sparso in abbondanza sul seno femminile. Una volta ancora, e in breve tempo la stripper era riuscita ad attrarre completamente tutti coloro che la attorniavano con un tale atto di novità sessuale.

~*~

Mark complimentò Dolores al suo ritorno per la conclusione soddisfacente con il suo primo cliente. Le offrì una bevanda con uno spicco di limone e le fece sapere che aveva completato il suo lavoro per quella serata e che la avrebbe rivista con piacere la sera seguente.

Dolores si sentì paga, aveva vinto tutti gli ostacoli inziali e si era graduata con successo come una Hostess.

“Domani sera mi sarà più facile” Pensò, sentendo una maggiore confidenza in sé stessa. Era convinta ora nelle sue abilità e confidente che il suo desiderio di ritornare a Rio con abbastanza denaro per la sua educazione era possibile. Era nata in lei una nuova donna capace di prendere comando nella sua nuova carriera che l’avrebbe condotta in quella vita dominata dal brillare delle luci notturne. Ugualmente sperava che l’ordinaria Dolores sarebbe mantenuta in vita in sé stessa e che avrebbe continuato ad essere nello stesso modo usuale, ossia l’osservante amorosa ragazza di sempre.

~*~  

Published by carlogabbiwriter

Italian born, and living in Australia. I'm writing for the past 15 years in both Italian and English language. I pubblished my first book in USA and it's available with Amazon. I also wrote several long stories which are grouped under the name "A song of Love" and several other works available in my blog in Rosso Venexiano.

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