Un Natale Australiano, Ballata dell’outback – Edizione Italiana

Un Natale Australiano

Scritto da © Carlo Gabbi –

E` un Natale Australiano

Ai molti miei amici e lettori presento questa  tipica storia del Bush Australiano, che riflette la vita al principio del ‘900. Storia che non è molta remota, che pur sempre riflette le cantate di quel tempo e ben ricordata da scrittori in ballate e storie epiche.

A tutti voi, cari amici lontani, il mio sincero augurio “A JOYFUL CHRISTMAS AND AN HAPPY NEW YEAR”

The Gift (Il Regalo)

Una storia di Natale dall’Outback Australiano

By

Lothar Nowak

Tradotta da Carlo Gabbi

Il vecchio aveva certamente visto giorni migliori. Era malconcio, bruciato dal sole, calloso. Il dolore e la continua inclemenza del tempo, avevano scalfito il suo viso e così pure il suo cuore.

Per la maggior parte della sua vita aveva peregrinato attraversando l’outback Australiano, lo sconsolato entroterra… lavorando qua e là giusto per pochi avanzi di cibo, un tetto, al riparo dalle intemperie, e in ritorno di quelle necessità, avrebbe lavorato un paio di giorni… qualsiasi lavoro richiestogli.

Ricordava giorni del passato, nel ’58… aveva allora una moglie e così pure un giovane figlio… purtroppo entrambi morirono quando la sua casa bruciò durante quell’orribile stormo di fuoco che si ingolfò attraverso la sterpaglia del luogo in cui viveva allora. Dopo quelle enormi perdite, pensò bene che non valesse la pena ricostruire quanto perso. Senza la famiglia non valeva la pena. Fu così che incominciò a vagare nello sperso outback. Possedeva unicamente un cappello e una coperta arrotolata come sue uniche cose, il suo cuore addolorato e pure tormentato da molte vesciche ai piedi.

Incominciò così la sua vita, giorno dopo giorno… anno dopo anno, … lavoro dopo lavoro, … malinconia dopo malinconia.

Lungo la via apparve in fronte a lui una casa rurale, una delle molte che incontrava sul suo cammino, era malconcia dai venti, erbe alte al cancello, abbisognava di essere ripitturata, il tetto sconnesso, e la steccata in rovina.

“Occorreranno diversi giorni di lavoro.” Pensò. “Un posto dove fermarsi… mangiare… e forse anche un po’ di compagnia…” I continui anni spesi sulla strada l’avevano incallito… e non sentiva il bisogno di essere assieme con altri… non abbisognava amore… Non sentiva bisogno di quello. Erano cose del passato che le aveva seppellite assieme alla moglie e al suo giovane figlio.

Ora esistevano per lui ben più pressanti problemi…Non aveva mangiato un pasto decente da alcuni giorni e indipendentemente, sebbene il suo cuore si fosse indurito e morto, il suo stomaco era ben vivo, facendogli sapere che da lungo tempo aveva bisogno di essere riempito.

Camminò lungo il viottolo polveroso che portava alla porta della casa. Come egli arrivò all’uscio una voce rispose… e vide una donna di campagna. Notò come su di lei gli anni avevano lasciato tracce, ma sul suo viso ugualmente si notava la forza … cosa tipica per una donna che è stata abbandonata da troppo a lungo… Il marito, probabilmente un mandriano, era lontano da molto tempo ad accudire ai suoi buoi.

“Hello missus (signora) … cerco lavoro… in cambio di un po` di cibo, se ne ha avanzato.”     

Lo guardò con uno sguardo capace di attraversare la sua faccia rugosa, sebbene gentile…

“Ce n’è molto qui” Disse, Vieni dentro a mangiare. Poi vediamo cosa posso trovare da fare per te.”

Entrambi entrarono, e lei lo guidò al tavolo di cucina, Gli diede un vero festino, tacchino… patate… con altre verdure…un po’ di pane… sembrava che tutto forse troppo.

Gli chiese di sedersi, mentre gli riempiva una tazza di caffè.

“Aiutati con quanto più puoi… ti può sembrare troppo, ma ora Tom non vive più qui da lungo…”

Lacrime scorrevano lungo il suo viso…una tirata su col naso, e una frettolosa asciugata agli occhi, poi si ricompose in gran premura.  

“Successe il mese scorso, …il torrente era in piena, mentre lo attraversava con il bestiame…ad ogni modo, se ne restò incastrato…

Il vecchio stava mangiando quando udì un fievole pianto che proveniva dalla camera vicina…Lei si alzò e ritornò poco dopo portando tra le braccia un bambino.

Erano ancora visibili su di lui i segni della nascita.

“È nato la scorsa notte” Disse, “Gonna be tough, (sarà duro) ma ce la faremo.”

Come mangiava notò in un angolo un piccolo albero di Natale … spoglio… Era Natale e lui nemmeno lo sapeva.

Lei lo guardò, “Mangia… non preoccuparti per il lavoro, … potrà essere fatto un’altra volta. Sii certo che riempi per bene il tuo stomaco… con gli avanzi riempi il tuo sacco… puoi dormire nella stalla.”

Sicché il vecchio mangiò fino al suo pieno… la donna si curò del nuovo nato, poi lo coricò nella cuna.

Questo fu di troppo per il vecchio. Decise di finire di mangiare per poi andarsene quietamente…  vi erano troppi ricordi per lui.

La donna ritornò nella camera accanto e così egli s’incamminò verso l’uscita.

Era tardi nella sera, ma notò che qualcosa di strano stava succedendo. Di fuori, l’intero luogo era sommerso da una luce intensa, era quasi come fosse pieno giorno.

Il vecchio si girò e fu colpito da una larga stella che sembrava si trovasse direttamente sopra la vecchia casa di campagna. Fu preso da un tremore… era Natale, la donna gli aveva donato qualcosa ma egli non possedeva nulla per ricambiare il dono.

Non aveva proprio nulla, o così pensò. Andò con la mano nella tasca dei suoi pantaloni e la sua mano si avvolse attorno ad un vecchio organetto a bocca. Era quello che sua moglie gli regalò quell’anno che il raccolto fu buono. Allora aveva pensato che fosse un dono sconsiderato, forse quei soldi avrebbero dovuto essere spesi diversamente. Quella era un ricordo felice di giorni passati.

Cercò di andarsene, ma qualcosa lo sospinse all’indietro. Natale… un infante, un neonato così pieno d’innocenza. Nato proprio in quel giorno speciale … per poi, più tardi essere appeso sulla croce… il più grande regalo…       

Ritornò sui suoi passi, inondato dalla luce stellare e mosse quietamente nella stanza, dove il bimbo giaceva. Raggiunse con la mano nella sua tasca e prese quell’organetto a bocca e lo lasciò cadere nella sua culla.

Poi se ne andò nella stalla e lì preparò il suo letto… doveva alzarsi presto… in fronte a lui vi era un sacco di lavoro da fare… necessitavano mesi, forse anche molto di più.

Per la prima volta, dopo molti anni, cadde in un sonno tranquillo, sentendosi in pace con sé stesso. Aveva donato la sua preziosa possessione ma forse in ritorno ricevette una di ancora più valore…

Poiché seppe che donando si riceve di più in ritorno.

An Australian Christmas – The Gift

BUON NATALE *** MERRYCHRISTMAS *** FELIX NAVIDAD

Christmas knocking at the door and time from me to say thank you to you all and particularly to the many new readers that continually are popping up from the most concealed corner of the globe to read my stories.
For this occasion, I am presenting you a touching Christmas bush Story written by Lothar Nowak that well represents what life was in the inland bush in the past

BUON NATALE ***MERRY CHRISMAS *** FELIX NAVIDAD

The Gift
a Christmas Story from the Australian Outback
by Lothar Nowak, Newcastle, New South Wales
     The old man had seen better days.. battered, sunburnt, calloused. Pain and weather had worn his face and his heart. Most of his life he had spent walking the bush… working here and there for a meal, some shelter, in return he would work a couple of days… any odd jobs. He remembered back to ’58… he had a wife and little boy … but they’d died when their farm burnt in a firestorm that had engulfed the whole district . It seemed to him that there was no point in rebuilding without them and so he began his trek. His hat , his swag , blistered feet , broken heart his only possessions. So he lived …day to day …year to year … job to job… sadness to sadness. The farmhouse came into view. .just one of the many he’d seen on his travels… run down ..long grass grew in the gate … it needed painted .. roof needed fixing…some palings were missing. This would be a few days’ work he figured… a place to stop…a feed…maybe some companionship… years on the road had hardened him…he missed contact with others …but not love…he didn’t miss that . He’d done that once and that had been buried along with his wife and little boy. But now he had a more pressing need… he hadn’t had a proper meal for a few days and no matter how dead his heart was, his stomach was alive and well and telling him that a refill was overdue. He walked up the dusty path that led to the farm house. Just as he got to the door she answered… just another farmers wife… years had also worn her out but there was a strength in her face… typical of a woman left on her own for a long time…Her husband was probably a drover… away for a lot of the time. “Hello missus …. looking for some work…for a feed if you can spare it “ She looked at him…a smile slowly crossing her lined but gentle face … “Got plenty here:” she said. “Come in have a feed and see what I can find for you to do” They both went inside…and she led him to the kitchen table…there was a feast… turkey … potatoes …. vegetables… some bread …. Seemed a lot. She asked him to sit while she poured some coffee .. ” help yourself….it seems too much now that Tom’s not here any more … ‘ Tears welled in her eyes…but a sniff and a wipe and she composed herself. “lost him last month…flooded creek when he was crossing with some cattle… anyway, get stuck in… ‘ The old man did and as he began, he heard a small cry from the next room…she got up and brought back a small child…. There were still birth marks on him. ‘ he was born last night ‘ she said… ‘gonna be tough.. but we’ll manage ‘ As he ate his eyes spotted a small Christmas tree in the corner…bare…. it was Christmas and he didn’t even know… She looked at him and said…eat up. …don’t worry about the work… it’ll get done some other time…make sure you’re full.. fill your bag…you can sleep in the shed ‘ So the old man ate his fill…the woman tended to the baby…..then she laid the baby down It was too much for the old man. He decided he would eat and then leave quietly… there were too many memories here. The woman moved into the next room and so he walked out. By now it was late evening but there was something strange going on. The whole area outside was bathed in bright light, almost as though it were daylight. The old man turned and was struck by the large star that appeared to be directly over the old farmhouse. He shuddered ..it was Christmas , the woman had given him something but he had not returned the gift. He had nothing. Or so he thought. He reached into his pants pocket and his hand wrapped around his old mouth organ…the one his wife had given him that year when the crops had been good. It was a special gift…a sacrifice gift…bought when money should have been spent elsewhere. It was the only thing that reminded him of the old days. He started to walk away but something pulled him back.. Christmas … a baby … a baby born in such sweet innocence…born on that special day ….only later to be hung on cross… the greatest gift of all. He turned back , bathed in the starlight moved quietly into the bedroom where the baby lay. He reached inside his pocket took his precious mouth organ and laid in the cradle. He went to the shed and made his bed…would have to get up early. ..had a lot of work to do …could take him months maybe even longer. For the first time in many years he fell asleep with a peace deep in his soul. He had given his prize possession and maybe he got a gift back that was even more valuable… For in giving he had received even more….
   

Published by carlogabbiwriter

Italian born, and living in Australia. I'm writing for the past 15 years in both Italian and English language. I pubblished my first book in USA and it's available with Amazon. I also wrote several long stories which are grouped under the name "A song of Love" and several other works available in my blog in Rosso Venexiano.

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