Winding Back the Clock of Time – Ricordi di un Novantenne – Parte 2

Parte due

Tra questi miei ricordi infantili esistono pure ricordi delle mie vacanze estive, assieme a mia madre. Si usava trascorrerle a Tolmezzo, nella valle Carnica, nella casa di mia nonna. Questo e altro, farà parte dei miei prossimi scritti.

 Oggi sono io “IL VECIO”. Sarò io che, d’ora in poi, ogni sera vi racconterò la fiaba di come il mondo appariva in quel tempo non molto remoto, ma che era così diverso da oggi. Tutto è cambiato da allora e non sarebbe più riconoscibile oggi, di chi visse allora, che lavorarono duro per sopravvivere, e che alla fine divennero i nostri avi…

 Io oggi non sono null’altro che un sopravvissuto del passato, e mi sento ancora legato a quei tempi lontani.

Durante la mia vita ho raccolto innumerevoli memorie, che desidero raccontare alla nuova generazione, affinché il nostro passato non sia dimenticato.

Quel passato appartiene a tutti noi, perché è parte di noi e della nostra cultura. Questa è un po’ la storia di tutti noi, che, capitolo dopo capitolo, andrò a rispolverare.

Giovani abbiate pazienza con me. Sono vecchio, ma non ancora senile, e posso dirvi che il lungo cammino della mia vita mi ha insegnato molto. Desidero trasmettere a voi quanto ho visto e imparato.       

~ * ~      

Nell’attraversare, passo a passo, la mia lunga vita ho avuto modo di vedere molte cose e solo troppo pochi sono stati gli attimi di vita calma e rilassante. Lotte, dilemmi, preoccupazioni sono sempre stati presenti, ma giungendo al tramonto mi auguravo di avere raggiunto quella calma e gioia che ci si può aspettare in questo mondo odierno che sembrava di aver raggiunto un massimo di progresso nelle scienze e nella tecnica, capace di garantire alla vita moderna più dinamicità e felicità.

Purtroppo in questi giorni tutto il mondo è crollato. Di fronte a noi si presenta lo spettro della morte che a causa di questo “Corona Virus”, miete giornalmente migliaia di vite umane, e contro il quale, dopo due anni dall’inizio, la scienza e la medicina non ha saputo trovare un vaccino capace di proteggici completamente contro questo sconosciuto nemico che ci impaurisce e che riduce giornalmente quei pochi spiragli di benessere che ancora esistono.

Dopo settimane di forzata reclusione casalinga, mi sono arrischiato di andarmene in città. Ho trovato poche persone che sospingevano il carello semivuoto di provviste acquistate pochi momenti prima all’interno dei negozi alimentari, che presentavano vuoti sulle scansie di viveri e generi di primaria necessità.

La gente se ne sta distanziata, muta e sospettosa, verso coloro che attraversano la loro via, molti hanno sopra il viso mascherine, e guanti sulle mani, per proteggersi da possibili contagi. Guardavo quei pochi passanti, camminare di fronte a i molti negozi chiusi e che presentavano cartelli alle porte, dicenti “Chiusi sino ad ulteriori regolamentazioni.”

Tutti i luoghi di riposo, lungo i vasti corridoi sono stati privati dalle panchine di riposo per non dar modo alla gente di essere l’un l’altro a contatto di gomiti invece del metro e mezzo di distanza imposto dalla regolamentazione governativa.

Queste visioni mi hanno portato indietro col pensiero, agli anni di guerra, alla fame, alla paura dipinta sui volti dei pochi che se ne vanno alla chetichella sulle vie cittadine.

Si`, la paura è enorme e mai così forte come da allora, capace di uccidere. Migliaia, giorno dopo giorno e non si sa bene per quanto a lungo. Ma il nemico odierno non veste una tuta mimetica o porta a tracolla un fucile. Non si può vederlo ed opera silenziosamente. Quanto si sa, attraverso le cronache televisive, uccide, e a causa di queste morti, si vedono chiudere negozi, uffici, fabbriche. Disoccupazione cresce, e siamo caduti in uno stato di depressione che e` alquanto peggiore di quei anni lontani, ‘920, ’930, anni in cui io nacqui. Miseria, paura, scoraggiamento, sono all’ordine del giorno, oggi come lo era allora. Ci viene naturale il chiederci, “ma quando il tutto finirà?” Domanda a cui non esiste ancora una risposta certa. Questo è quanto influisce e la gente si chiede ancora “Vedrò la fine di tutto ciò?”

~*~

Published by carlogabbiwriter

Italian born, and living in Australia. I'm writing for the past 15 years in both Italian and English language. I pubblished my first book in USA and it's available with Amazon. I also wrote several long stories which are grouped under the name "A song of Love" and several other works available in my blog in Rosso Venexiano.

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