Quei giorni assieme in Java – Italian Version – Part 2

Parte 2

Purtroppo in questa grandezza della creazione divina troviamo l’usuale incapacità umana che viola la natura distruggendo quelle poche cose che erano rimaste allo stato naturale di vita e creazione. Negli ultimi cinquant’anni il 50% la prodigale bellezza forestale è stata distrutta. Queste foreste erano alla pari a quelle che si trovano nell’Amazzonia Brasiliana e ugualmente importanti al sostenimento della vita mondiale con l’assorbimento dei monossidi dell’aria.

I popoli e i dialetti di questo paese sono molteplici, e così pure lo sono le religioni che vanno dall’Induista alla Buddista, e con un buon numero di fedeli alla Cristianità. Predomina l’Islamismo con un gruppo di grande maggioranza che si trova negli stati Asiatici. Con le molteplici religioni, questo paese ci rappresenta una molteplicità di forme architettoniche nella costruzione dei loro templi. Molti di questi sono arcaici, risalenti sino al decimo secolo, mentre altri sebbene più recenti, sono altrettanto famosi e appartengono alle religioni Buddiste, Induiste e così pure Islamiche. Non mancano bellezze naturali che appaiano muovendosi all’intorno e che lasciano incantati i visitatori.

~*~

Eccoci ora alla narrazione del mio incontro con Francisca.

Ero arrivato al “Losari Retreat and Coffe Plantation” in un tardo pomeriggio di settembre. Si era alla fine della stagione delle piogge, durante la quale, le precipitazioni sono alquanto abbondanti. Ora col giungere della stagione secca si susseguivano brevi acquazzoni verso l’imbrunire e che certo non avrebbero influito con le mie attività diurne, durante la mia breve permanenza in quel resort.

Fuori dalle ampie finestre del soggiorno potevo ammirare l’estesa coltivazione di caffe che era all’intorno e quelle piante verdi e rigogliose erano abbellite dai loro frutti che giunti a maturazione si staccavano nelle varie gradazioni di rosso. In lontananza si notava una lunga catena montagnosa, dove buona parte di quelle cime erano adornate con un pinnacolo di bianchi fumi che si innalzavano verso il cielo. I fianchi di esse erano ricoperte da folta vegetazione di un verde intenso, rispecchianti la lussureggiante crescita, tipica della regione tropicale dell’entroterra.

 Le ore serali mi videro seduto al lungo bancone del bar dove sorseggiavo un aperitivo nell’attesa che fosse servito il pranzo serale.

A un tavolo, non molto discosto, sedeva una giovane donna, vestita elegantemente e appariva maestosa, mentre seduti allo stesso tavolo, tre diversi ammiratori apertamente la corteggiavano. Soffermando il mio sguardo sopra di loro, intento ad appagare la mia curiosità, incredulamente notai come questi giovani uomini fossero contrastanti tra loro sia nella apparenza, come pure nella loro educazione e certamente appartenevano a razze diverse. Senza dubbio uno di loro era un Indiano, il secondo, immancabilmente era proveniente da un paese arabo, mentre il terzo, rubicondo e rosso in viso, poteva essere la tipica rappresentazione di un olandese, come pure di origine tedesca.

Notai come questi giovanotti fossero stati uniti dal caso e unicamente con l’intento di corteggiare la piacevole donna a loro vicino, ma sembrava che il tutto si trascinasse in modo forzato, mentre ognuno di loro battagliava nell’apparire il migliore in fronte alla loro incantatrice e alla fine potersi aggiudicare il privilegio di possedere la mano della dama per il resto della nottata.

Riconobbi che quel rivaleggiare da parte di quei tre giovani, ne valesse la pena, poiché valutando nuovamente la giovane donna seduta tra loro, la trovai di una bellezza sconcertante e non comune. Era senz’altro nativa del luogo, ma il suo vestire era più consono a quello di stile Europeo, e appariva più a suo agio in quella vita brillante, che appariva possibile in quel suo atteggiarsi come lo può solo fare una consumata modella, con studiate pose e movimenti, tanto di apparire agli occhi di molti come una Venere orientale in quella tipica carnagione ambrata.

Vestiva una semplice tunica semitrasparente che poteva farla apparire come una sacerdotessa vestale, mettendo in risalto le aggraziate curve del suo corpo, che sembravano accentuate dalla veste attillata. 

Dopo quella prima valutazione della bellezza della mia giovane sconosciuta, mi sentii maggiormente incuriosito di lei e sentii il desiderio di scoprire più in profondamente i suoi pregi nascosti. Notai come la mia Venere si atteggiasse da consumata attrice, desiderosa di attirare gli sguardi cupidi degli uomini seduti all’intorno, specialmente di quei visitatori da paesi stranieri che affollavano questo posto mondano. La maliarda, astutamente e con malizia aveva tralasciato l’uso di un reggipetto, sicché la turgidezza del suo seno era ben visibile con i capezzoli eretti che sembravano perforare la leggera seta della tunica. Aveva capelli neri e lisci, tagliati corti sopra la nuca. Notai come questo taglio di capelli adottato da lei fosse in contrasto a quello delle altre donne locali che erano nella sala. Senz’altro indotta da una forma di ribellione perché è noto che in questo paese di religione Islamica le donne sono tenute a portare le loro chiome lunghe e ben lisce. Era quel suo ardire impertinente e troppo appariscente agli occhi del suo popolo? Me lo chiesi senza trovar risposta.

Notai che le sopracciglia della mia sconosciuta erano ben curate e arcuate, i suoi occhi erano grandi e ardenti, brillanti di una luce profonda e scura. Mi piacquero pure le sue labbra carnose, ben modellate, messe in risalto con un astuto tocco di un rossetto glossy che ben le si addiceva, che con una forte tonalità di un color violaceo creavano in lei sensazioni sconcertanti facendo prevalere la sua sessualità ribelle.

La tunica attillata che la ricopriva appariva come una seconda pelle, facendo risaltare il suo corpo perfetto, e quella bellezza era evidenziata nell’ampia scollatura che scendeva liberamente tra l’incavo dei suoi seni, i quali apparivano di giusta proporzione e ben modellati. La tunica aveva pure due larghi spacchi laterali che lasciavano intravvedere le sue lunghe e ben affusolate gambe. La sua carnagione, alla fine, appariva stupendamente liscia, di un colore bronzeo ambrato che, a mio parere, era null’altro che la completa culminazione alla bellezza femminile.

Dopo questo mio attento studio della sua femminilità non mi stupii più di tanto nel notare il modo insistente in cui era corteggiata da quegli strani giovani accanto a lei, ma notai pure che non erano gli unici. Uomini seduti nei tavoli vicini riversavano su di lei sguardi loquaci e rapaci che chiaramente rivelavano i loro desideri sessuali e i sogni erotici che erano in loro.    

~ * ~

End Part 2

Published by carlogabbiwriter

Italian born, and living in Australia. I'm writing for the past 15 years in both Italian and English language. I pubblished my first book in USA and it's available with Amazon. I also wrote several long stories which are grouped under the name "A song of Love" and several other works available in my blog in Rosso Venexiano.

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