Quei giorni assieme in Java – edizione Italiana – Parte 4

Parte Quattro

Improvvisamente mi chiese “Che ore sono?

“Sono le 3.30.  È piena notte. Non puoi dormire?”

“Mi sono appena svegliata, vuoi parlare?”

“Sto pensando…, di come le cose siano cambiate, dal momento che arrivai in Java. Ripensavo del modo che ti notai la prima volta al bar. Fui subito preso dalla tua bellezza e mi compiacqui. Vidi che eri super dotata, eri l’unica vera “Donna” che risaltava tra le altre presenti. Fu allora che mi raggiuse il profumo della tua femminilità, e lo trovai diversamente piacevole. Poi, quando nella tarda sera venisti a sedere vicino a me, fui stupito dal tuo modo di fare, ma allo stesso tempo ne fui compiaciuto. Poi, fu durante la prima notte, quando i nostri corpi si unirono nel nostro primo amplesso amoroso che ti trovai ardente. Più tardi, quando incominciai a conoscerti meglio, capii che desideravi evadere…, Ma da che cosa e perché?

“Mi sentivo sempre troppo sola, anche se ero sempre attorniata da troppi uomini…, era in me l’urgente bisogno di aver qualcuno che mi capisse…, e avesse pure la pazienza di ascoltarmi. Lo stavo cercando in giro. Poi a un tratto ti vidi al bancone del bar. Ti trovai diverso e sono venuta…, non volli perderti.

  “Mi hai stupito quando mi hai rivolto la parola, vuoi sapere il perché? Dicesti quanto non avevo mai sentito prima da una donna. Pensai quanto tu credevi fosse assurdo. Come poteva una bella donna come te non credere all’amore? Tu categoricamente ne negasti l’esistenza, dicesti che era null’altro che la creazione di poeti.”

“Gianni, mi devi credere. Sappi che in tutta la mia vita, il mio cuore non ha mai sussultato, mai ha sentito il bussare dell’amore. A volte, sentii appena un po’ di tiepidezza, poi, alcune ore dopo non era rimasto null’altro che acridi sapori e disillusioni. Fu allora che incominciai a dubitare che l’amore duraturo fosse possibile. Giorno dopo giorno ronzavano attorno a me uomini nuovi. Troppe volte erano null’altro che adulatori, e raramente tra loro trovai chi fosse capace di trasmettere sentimenti e pensieri amorosi; e mai fui capace di trovare il mio lui, che mi facesse sentire desiderata e che m’iniziasse su quella via arcana e misteriosa che si chiama amore. Da loro appresi unicamente la loro cupidigia.  Ronzavano vicino a me unicamente presi dai loro miseri desideri sessuali. Uno dopo l’altro furono null’atro che una disillusione. Erano unicamente meschinità, che mi lasciavano fredda nel mio intimo e ancor più nelle mie aspirazioni di donna. Quanto provavo era ben lontano da quel che una giovane donna doveva sentire, non vi era nulla di quelle emozioni vibranti e passionali che nascono quando si ama, quel leggero suono di mille campanelline d’argento che rallegrano e fanno gioire chi ama! Sapesti quanto a lungo ho atteso per il mio Lui, quello capace di far sussultare la mia anima e inondarla con il calore tanto atteso. Lo sognavo capace di rendere il sapore dei baci differenti da tutti gli altri che avevo ricevuto sino allora. Ho sentito dire, e ho pure letto, che i baci d’amore sono inconfondibili, che sanno donare una gioia che discende nel cuore dell’amato in un modo inconfondibile e sublime.”

“Ti sto` ascoltando, dimmi…”

“Capisci, caro Gianni, perché non potevo credere all’esistenza dell’amore? Con te è stato tutto diverso, sin dai primi momenti assieme. Ti ricordi quando mi sono rannicchiata vicino a te nella prima notte assieme in quel padiglione all’aperto? Fu allora che improvvisamente avvenne e una luce si accese in me. Sentivo di volerti e di aver bisogno del calore che emanava da te. Mi sentivo piccina e persa, con una gran voglia di piangere sulla tua spalla. Tu mi abbracciasti, mi tenesti stretta a te, mentre sussurravi parole rassicuranti, senza chiedere null’altro…, senza volere, come tutti gli altri avevano fatto prima, unicamente il piacere del mio corpo,… Quello fu il momento che compresi quanto umano e rispettoso eri verso di me. Mi davi coraggio, e con il tuo conforto sentii nascere serenità in me. Tu eri capace di donare senza però chiedere nulla in cambio. Da allora incominciai a comprendere la verità. Tu, senza bisogno di parole, avevi rivelato molte cose. Nel tuo silenzio mi facesti comprendere che, anche se condizionatamente, l’amore può esistere. Ti avevo al mio fianco, sentivo il calore del tuo corpo, e fu allora che incominciarono a fluire da te quelle onde magnetiche che presto mi raggiunsero. Quella fu la prima vera gioia che mi donasti. Tutto fu repentino. Silenziosamente fui presa da strani tremori che incominciarono a far sussultare il mio cuore. Fui sorpresa, colta alla sprovvista da tali emozioni che mai avevo provato prima. Da quel momento tutto mutò, e trovai quanto diverso fosse il modo in cui i nostri corpi nell’unirsi nel primo abbraccio generarono felicità. Tardi, in quella sera, quando ti donai il mio corpo, capii pure che non era l’usuale amplesso che si scambia ogni giorno, quello di ieri o del giorno prima. Non era il modo consueto di aver sesso, quello che non donava nulla e insipido in ogni emozione fisica. Con te fu subito diverso. Incominciai a sentire uno strano ronzio… che arrivava a me come musica… Non so se posso rendere chiara l’idea, ma fu quel strano bisbigliare nelle mie orecchie la prima sensazione che provai con te nel nostro primo connubio. Seguii quei suoni che presto si tramutò in musica e poi, in breve quelle note si tramutarono in parole… Ero in estasi mentre mi sentii differente, e compresi il valore di quella musica, di quei versi, di quel canto che udivo e che mi dava gioia. Quello era null’altro che l’inno che si può chiamare amore!”

“Quanto mi dici, Francisca, sembra irreale. È mai possibile che sia avvenuto come dici?”

“Si Gianni, credimi! Sento che la mia vita è cambiata da allora. Mi sento diversa, e finalmente capii di poter vivere in pace con me stessa, senza essere più afflitta dall’usuale noia giornaliera. Ho atteso a lungo per il mio Lui. Sento che è possibile che tu sia quel Lui. Perché mai? Perché tu fosti il portatore di quella musica che ha destato in me sentimenti nuovi, che mai avevo conosciuto prima… L’averti vicino, è come aver fatto un immenso salto che mi ha condotto di là da quella barriera mentale che ostacolava di vedere e comprendere i miei sentimenti… Prima di te, posso dire, che la mia vita era completamente piena di falsità! Tu mi hai indicato un nuovo modo di vivere, sconosciuto a me. Ho conosciuto nuove emozioni, capaci di averci unito sentimentalmente, e che mi hanno ridonato il piacere di vivere.”

“Ti ascolto, dimmi…”

“Per favore parlami, Gianni. abbracciami, tienimi stretta a te e dimmi che sei il mio uomo, quello di cui ho bisogno e che ho sempre cercato. Dimmi che farai di me quella donna che desidero di essere da sempre. Baciami ora, e fammi comprendere il piacere di vivere… Sento che il destino ti ha mandato a me da lontano, e lo sai? Assieme a te i miei sogni si stanno avverando. Ti ho atteso da sempre. Rendimi felice e non lasciarmi sola! Fammi gioire, fai si che i miei sogni di sempre, diventino possibili e reali.”

“Si, Francisca. Sarò lieto di condividere i tuoi desideri, anche se, come dici, sono unicamente sogni. Sono null’altro che un occasionale visitatore. Non voglio creare penose illusioni in te.  Dici che è tutto come un sogno. Sai quindi che i sogni non sono duraturi, sono brevi, anche se appaino belli. A volte illudono e donano piaceri, ma non possono mutare il ciclo della vita.  Ti prometto che fintanto che saremo assieme, cercherò di essere al tuo fianco e di donarti gioia. Sarò un buon ascoltatore e cercherò di esaudire i tuoi desideri d’amore. Così parlami liberamente dei tuoi desideri e delle tue fantasie e cercheremo assieme di far sì che diventino reali.”

“Si, Gianni. Aiutami a creare quel tipo d’amore che mai ho conosciuto. Chiuderò i miei occhi, per concentrarmi meglio. Incrocerò pure le dita della mano destra in segno di scaramanzia. Intensamente desidero che tutto sia possibile e si avveri, che sia reale e duraturo con te al mio fianco.

Mai come ora mi sono sentita leggera e felice. Adoro il nostro oggi assieme, sperando che vi sia un domani e settimane e mesi ancora per me. Capisci quanto è il mio bisogno di averti vicino? Voglio donarti il mio amore. Ti amerò, come mai ho saputo amare prima.”

“Sarà questo possibile?”

“Si, perché ti sento mio, perché sento di essere felice assieme a te, e ancora perché so che sei l’unico che può condurmi su quella via che si chiama amore. Avevo urgenza di dirti questo e per questo motivo ti ho chiamato nel bel mezzo della notte, fintanto che queste sensazioni sono vive e prima che se ne vadano con l’arrivare dei primi chiarori dell’alba. Capisci la mia urgenza di doverti parlare?

~ * ~

Ricordo bene quella conversazione nel mezzo della notte, una di quelle passate assieme. Quanto mi disse fu una rivelazione sconcertante, confidatemi solamente alcune ore dopo  avermi confessato di aver dubbi sull’esistenza dell’amore, e sarcasticamente aveva proclamato la sua incapacità di amare.

Capii che il suo problema era nel non aver trovato l’uomo capace a trasmettere in lei i veri sentimenti d’amore capaci di far nascere una passione duratura.

Molte volte, quando una donna è troppo bella, nascono nell’uomo che le sta vicino, pensieri di cupidigia carnale. E` innato nel maschio quell’istinto primordiale di possedere la donna con la bruta forza, per ottenere il suo corpo. Quindi diviene impossibile l’unione spirituale degli animi, capace di creare quei sentimenti sinceri.

Altre volte bisogna ricercare le cause in quelle donne avide che consapevoli della loro bellezza e sentendosi ammirate, vogliono essere pagate dall’uomo che la desidera, a prezzo d’oro.

Ma questo non era certamente il caso di Francisca. Capivo che i suoi desideri erano sinceri e voleva amare per amore. Era agiata e indipendente finanziariamente, quindi aveva libera scelta dell’amante del momento.

Soffriva quindi quando era ostracizzata dall’egoismo di quelli che volevano unicamente il suo corpo, incapaci di donare affetto e gratitudine, e ricambiare al dono ricevuto da lei con baci e parole dolci.

Sicché Francisca si era inconsciamente chiusa entro una corazza di difesa, combattiva contro i costumi atavici e rifiutando quelle leggi, scritte unicamente al maschile, piene di soprusi verso le donne.

Inoltre vi era un secondo gruppo di uomini che pur desiderandola non erano migliori degli altri. Erano quelli che provenivano da paesi europei, arabi, o asiatici, e che vedendola sola, bella, attraente, erano desiderosi del suo corpo, bramanti gioie fittizie e di breve durata, forse una sola notte di amplessi, per godere del suo corpo giovane e bello.

Turisti e uomini di affari che non avevano tempo da perdere, unicamente gioie passeggere, di una notte sola, nell’assaporare sveltamente il suo corpo per poi gettarla al più presto, e l’indomani ritornarsene alle loro case tra le braccia delle loro mogli.

Compresi quanto drammatico fosse il suo dilemma e i mille timori creati in lei. Quindi diveniva naturale il rifiutare l’esistenza dell’amore. Desideravo poterle donare un po` di felicità e affetto e far sì che nascesse in lei un sorriso di gioia e qualche attimo di felicità, negateli prima di allora. Desideravo che potesse comprendere, che sì anche per lei, l’amore era possibile. Doveva apprezzare il piacere che un uomo può donare, trasmettere e capaci di entrare in lei, quell’amore capace di liberare dagli affanni, e dai tormenti, che la rendevano schiava. Doveva imparare a lasciare libero il pensiero, per ricuperare la spiritualità e la leggerezza d’animo. Solamente in quel modo, sentendosi leggera e libera nel suo intimo, avrebbe potuto ascoltare il nuovo amore, trasportata dal vento del desiderio, e vagare alta nel cielo, piena di felicità, e avere un compagno nella vita, capace di guidarla, comprenderla e donarle affetto, di darle un bacio d’amore al momento desiderato. Solamente in quel modo Francisca avrebbe apprezzato cosa fosse il vero amore, donatole dal un uomo, capace di infondere in lei quella tenerezza e spiritualità che abbisognava.

Francisca avrebbe compreso allora il piacere di essere amata, necessario quanto lo è il calore del sole che genera la gioia di vivere.

Sentivo pure il mio bisogno di averla e assieme creare il miracolo dl nostro amore. Sentii di essere diverso, mentre Il mio cuore, per l’emozione, pulsava rapidamente. Cercavo pensieri e nuove parole, per dirle quali fossero i miei sentimenti. Da troppo tempo non profferivo parole d’amore. Quel pensiero si era inaridito in me. Erano desideri assopiti da troppo a lungo. Ugualmente speravo nel miracolo e assaporare con lei momenti di felicità.

 Purtroppo il tempo d’essere assieme ticchettava rapidamente e troppo presto sarebbe giunto il momento dell’addio. Si sa che sarebbe stata unicamente la separazione dei nostri corpi, e sapevo che i nostri animi sarebbero rimasti uniti per un tempo indefinito, sino a che la nostra vita avrebbe iniziato un nuovo ciclo. Alla fine sarebbe rimasto il ricordo, a volte assopito, ma quando si ritornasse con il pensiero a quei giorni trascorsi assieme, la gioia sarebbe rinata, addolcendo nuovamente il nostro animo.

Giunse il giorno della nostra separazione. Fu penoso lasciarla. Si sa che il destino umano è pur sempre stato scritto sin dal giorno della nostra nascita, e così, inconsciamente accettiamo la nostra sorte.

Nella vita di ognuno di noi esistono molti ricordi, a volte sono dolci e altre tristi. Questo fa` pure parte della vita umana. Viene spesso da pensare che i piaceri siano sempre troppo pochi mentre le sofferenze sono sempre troppe.

Mai sarà possibile cambiare quanto è avvenuto nel passato, sebbene sappiamo che se si potesse rivivere nel tempo si agirebbe ben differentemente.

Col passar dei mesi, la mia vita avventurosa mi condusse in terre differenti e lontane.

Venni a contatto con altri popoli, vidi altri luoghi. In quel modo persi tutti i contatti con Francisca. La nostra corrispondenza cessò. Mi auguro che ora, nella sua maturità sia giunta la saggezza che la vita le avrà insegnato, e sia felice nel grembo della sua famiglia.

Come oggi posso dire che quelli furono giorni indimenticabili e sento ancora la tenerezza nell’averla incontrata, giorni pieni di felicità e amore. Il ricordarla, dopo tanti anni, ho ancora l’acuto desiderio di lei. E` ancora per me l’adorabile Venere Ambrata. Posso dire che ha scavato una nicchia profonda nel mio cuore, ed è in me indimenticabile il suo ricordo. Di tanto in tanto guarderò le sue foto, risentirò da quel “casset” la sua voce e riudirò con piacere le sue parole d’amore che disse allora. In questo modo sarò nuovamente assieme a lei. Mi sentirò felice ricordando quei giorni passati assieme, dei suoi baci ardenti e del suo corpo divino. La rivedrò, attraverso il mio pensiero, e potrò in quel modo rivivere quei ricordi della mia Venere, che amai in tempi lontani in quella piantagione di caffè in Java. In questo modo il suo ricordo e il suo amore rimarranno imperituri in me, vividi e reali. Penso che molte volte la separazione dei corpi crei un amore che rimane sublime e duraturo più di quanto lo possa essere una lunga vita vissuta assieme, perché mai potrà essere contaminato da screzi, e liti. Riterrà quindi tutta la purezza e fragranza di uno splendido sogno.

    FINE

 Brisbane, Australia, May, 2012

Published by carlogabbiwriter

Italian born, and living in Australia. I'm writing for the past 15 years in both Italian and English language. I pubblished my first book in USA and it's available with Amazon. I also wrote several long stories which are grouped under the name "A song of Love" and several other works available in my blog in Rosso Venexiano.

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